• Lunghezza totale (km): 30
  • Percorribilità: in auto, camper, bici, moto o vespa
  • Difficoltà: nessuna

L’itinerario tocca i 5 comuni che lungo la Strada dell’Olio dei Monti Pisani: ButiVicopisanoCalciSan Giuliano TermeVecchiano. Protagonista dell’itinerario è l’oliva. Da queste parti ancora si predilige raccogliere le olive brucandole, cioè raccogliendole direttamente dalla pianta con le mani o con piccoli rastrelli facendole cadere su grandi teloni metallici. È il modo più corretto e rispettoso per non rischiare di compromettere i frutti che poi passeranno nei frantoi per la spremitura a freddo. Il Monte Pisano presenta anche una non trascurabile ricchezza sia storico-artistica sia naturalistica (aree naturali protette e sentieri per gli appassionati di trekking, MTB e attività outdoor).


VECCHIANO

Il percorso inizia da Vecchiano, anzi da Marina di Vecchiano sulla costa, al confine con il Parco Naturale di Migliarino, San Rossore e Massaciuccoli, un autentico paradiso. La visita nel parco permette d’immergersi in un’isola felice dove vivono piante e specie di uccelli rari che hanno in questa zona il loro habitat ideale. La spiaggia di Marina di Vecchiano, lunga circa 4 km, dalla foce del Serchio fino a Torre del Lago Puccini è uno dei pochi lembi di costa toscana incontaminati, immerso in un ecosistema di dune di sabbia e macchia mediterranea. Ci troviamo alle pendici dei Monti Pisani, un territorio ad alta vocazione per attività outdoor e sportive, anche estreme, a  diretto contatto con la natura. Tra queste la Falesia di Avane, una palestra di arrampicata diventata tradizionale meta dei climber toscani e non solo.


SAN GIULIANO TERME

La tappa successiva è San Giuliano Terme, famosa per le sue acque già al tempo dei Romani, che la chiamavano “Acquae Pisanae”, prima di diventare i prestigiosi “Bagni di Pisa” dell’epoca dei Granduchi di Toscana.
In mezzo al verde degli oliveti spuntano splendide dimore storiche e ville del Settecento di proprietà privata (alcune visitabili)  oppure trasformate in strutture ricettive o sedi espositive. Come Villa Roncioni dove è allestita la collezione di costumi teatrali della Fondazione Cerratelli  realizzati dall’omonima sartoria fiorentina e utilizzate da grandi registi come Zeffirelli.


CALCI

La prossima tappa ci porta a Calci, che oltre ad un ottimo olio evo vanta due gioielli: la splendida Certosa di Pisa e il Museo di Storia Naturale e del Territorio. Siamo nella Valgraziosa (nome azzeccato), un’ampia conca terrazzata e rivestita di olivi. Non solo Calci, ma anche le frazioni intorno di Montemagno, Tre Colli, Nicosia sorgono tra ruscelli e corsi d’acqua lungo i quali sono ancora visibili i vecchi molini e frantoi. Calci è dominato nella parte alta dal Monte Serra, con una rete di sentieri per gli amanti del trekking e della MTB. Dall’alto, nelle giornate serene, si ammirano panorami che vanno da Pisa alla Liguria e alle isole dell’Arcipelago Toscano.


VICOPISANO

Procedendo parallelamente al corso dell’Arno, una deviazione porta al borgo murato medievale di Vicopisano con la Rocca del Brunelleschi, un maestoso esempio di architettura militare del Rinascimento, visitabile e quasi interamente percorribile. Vicopisano vanta una lunga tradizione nella produzione della ceramica artistica dei catini. Nonostante la chiusura delle fornaci, la tradizione è mantenuta viva ancora adesso da alcuni laboratori artigianali che lavorano la terracotta (la “mota” come è ancora chiamata l’argilla grezza pronta per la lavorazione).


BUTI

Arriviamo poi a Buti, ultima tappa dell’itinerario. Non potete fare a meno di visitare la Villa Medicea che vanta affreschi del Giarrè. Buti è sede del Teatro intitolato a Francesco di Bartolo (autore del primo commento sulla Divina Commedia). Buti era anche famoso per la produzione delle ceste. Una tradizione che risale all’Ottocento quando grazie alla lavorazione del castagno venivano realizzati cesti di differenti forme e dimensioni, che servivano per il trasporto delle merci. La produzione artigianale di cesti con l’utilizzo delle antiche tecniche di intreccio è qui ancora viva.