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DESCRIZIONE

A una manciata di km da Pisa e dalla sua splendida Piazza dei Miracoli, c’è un’isola di natura verde e silenziosa. È il Parco Naturale di Migliarino San Rossore Massaciuccoli, area protetta che si estende sulla fascia costiera e comprende i comuni di Pisa, Viareggio, San Giuliano Terme, Vecchiano, Massarosa e Livorno.

Tanti ambienti da scoprire

Un mosaico di ambienti molto diversi tra loro ma rimasti intatti: la Macchia Lucchese, il Lago di Massaciuccoli, l’ex Tenuta Presidenziale di San Rossore, le foreste di Tombolo e di Migliarino, le foci dell’Arno e del Serchio. Il Parco gestisce le Secche della Meloria, gli scogli compresi tra Livorno e l’isola Gorgona.

Il Parco può essere visitato con escursioni libere o guidate, anche per i più piccoli, non solo a piedi ma anche in bici, a bordo di un calesse, con un trenino ecologico e con il battello. Sono stati disegnati itinerari allestiti con passatoie, passerelle, scivoli in legno e speciali strutture per stimolare la vista e l’udito, in modo da consentire anche alle persone con disabilità motoria e sensoriale di poter vivere questo angolo di Toscana.


 

La Tenuta di San Rossore

La Tenuta San Rossore è stata la stata prima proprietà del Re d’Italia, poi del Presidente della Repubblica dal 1956 al 1999. Nel Medioevo vi erano in questa zona molti monasteri, tra i quali uno dedicato a San Luxorio, diventato poi San Rossore. Dal 1500 al 1700 la famiglia Medici prese in affitto le terre e acquistò, tra l’altro, anche il Casale La Sterpaia. Fu proprio il Granduca Ferdinando I de’ Medici a iniziare la bonifica dell’ultimo tratto dell’Arno, che fu spostato più a nord di 2 km. Si tratta del cosiddetto “Taglio Ferdinandeo”. E fu Ferdinando II de’ Medici, nel 1622, ad introdurre nella Tenuta i dromedari, che vi si ambientarono talmente bene da rimanervi fino al 1976, anno in cui, a seguito della carestia successiva alla Seconda Guerra Mondiale che già li aveva decimati, morì l’ultimo esemplare.

 

Oltre ai dromedari, la Tenuta San Rossore nel corso dei secoli è stata popolata anche da numerosi cavalli: fu Leopoldo II di Lorena a costruire l’Ippodromo, detto “Prato degli Escoli”. Dal 1885 la corsa più prestigiosa che vi si corre è il “Premio Pisa” riservata ai cavalli di tre anni.

 

 



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