/

DESCRIZIONE

Il proverbiale silenzio dei monaci certosini. Quel silenzio interiore che insegna a dimenticare i rumori del mondo e a captare le armonie dello spirito attraverso la preghiera, grande e unico vero
mezzo di risveglio, di gioia e di divino fervore. Nei primi anni dello scorso millennio un giovane monaco tedesco, Bruno, dette vita a quest’ordine fra i più ‘orientali’ per la regola d’estrema severità
che lo caratterizza. I seguaci furono molti, visto il bisogno di ritrovare una vera chiesa di Cristo e di riproporre un modello di vita cristiana che non avesse relazioni con la dimensione del Potere.
Dopo l’edificazione della prima certosa, eretta nelle Alpi francesi, nei pressi di Grenoble, molte certose fiorirono in tutta Europa. In Italia, la prima fu quella di Serra San Bruno del 1091.
La Certosa di Calci, invece, fu fondata nel 1366 per volontà dell’Arcivescovo di Pisa Pier Francesco Moricotti e in breve tempo assunse una grande rilevanza religiosa e sociale su tutto il territorio
pisano, anche se, solo fra il XVII e il XVIII secolo raggiunse le dimensioni e l’importanza storico artistica che oggi può vantare.

Il complesso monumentale ospita, attualmente, il Museo Nazionale della Certosa Monumentale di Calci e il Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa. Il percorso di visita del Museo Nazionale si snoda lungo tutto il primo piano toccando gli ambienti più significativi e ricchi di opere d’arte: corte d’onore, farmacia, chiesa, cappelle, chiostro dei padri e cella, chiostro e cappella del capitolo, refettorio, foresteria e chiostro granducale, luoghi di notevole eredità culturale che ci ricordano un mondo che per secoli s’è costruito e alimentato in una esemplare autosufficienza.

Visitare la Certosa di Calci

Oggi la Certosa di Calci è un grande patrimonio pubblico, un esteso pensiero architettonico concepito per il nutrimento dello spirito, e fa parte dei musei statali come Museo Nazionale della Certosa Monumentale di Calci. L’ultima ‘famiglia’ di monaci, così si definiscono i certosini che vivono in piccole comunità autosufficienti, ha lasciato questa grande memoria, coltivata in oltre sei secoli di dedizione, nel 1972.
Al monastero si accede da due viali con un suggestivo percorso pedonale dai quali si gode della vista prospettica della doppia facciata del complesso. Quella più esterna, bassa, era destinata a
funzioni alle quali potevano accedere anche gli abitanti della zona: la farmacia, la cappella di San Sebastiano o delle donne, e, separata dalla corte d’onore, ampio spazio verde a prato, la facciata del monastero vero e proprio nel cui centro è la spettacolare facciata della chiesa, rivestita in marmo bianco, con uno scalone a doppia rampa e il coronamento del timpano con la statua dell’Assunta fra angeli.
Sono aperti al pubblico gli ambienti dedicati alla vita eremitica: il chiostro grande lungo i cui bracci sono disposte le celle dei monaci, una delle quali aperta alla visita; gli ambienti di natura religiosa, la chiesa e le cappelle, e quelli dove si svolgeva la vita cenobitica: il refettorio e il capitolo. Nella sagrestia è esposta la Bibbia atlantica, straordinario codice miniato del XII secolo in quattro volumi. La visita include la foresteria granducale, la quadreria e i lunghi corridoi le cui pareti sono arricchite da raffinate decorazioni

Informazioni su orari apertura e biglietti ingresso, vedi sotto

Calci | Museo Nazionale della Certosa Monumentale

Orario di apertura 
Da martedì a sabato e la prima domenica del mese ingresso esclusivamente con visita accompagnata a cura del
personale alle ore 9.00, 10.30, 12.00, 13.30, 15.00, 16.30, ultima visita ore 18.00.
Seconda, terza, quarta e quinta domenica del mese e festivi ingresso esclusivamente con visita accompagnata a cura del
personale ore 9.00, 10.30, 12.00, 12.30.

 

Tariffe (individuali, gruppi, riduzioni)
intero € 5,00, ridotto € 2,00. L’ingresso a prezzo ridotto è riservato a giovani dai 18 anni ai 25.
L’ingresso è gratuito per i visitatori di età inferiore a 18 anni, per i giornalisti e per i docenti di scuole statali
(purché provenienti da paesi dell’Unione Europea o da paesi con i quali l’Italia ha stipulato trattati di reciprocità).

Info050 938430
pm-tos.certosadicalci@beniculturali.it
Museo Nazionale della Certosa di Calci