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Descrizione

Il nome Volterra deriva dall’etrusco Velathri. Già nel VII secolo a.C. gli Etruschi fondarono un importante insediamento, che assunse le dimensioni e il potere di una Locumonia, cioè di una città stato, sede del Lucumone (il magistrato supremo delle città etrusche), dotata di un potentissimo giro murario che superava i sette chilometri di lunghezza. Di questo periodo possiamo ancora ammirare la Porta all’Arco e la Porta Diana. Risale invece al periodo romano il Teatro, successivamente utilizzato come impianto termale e che oggi ospita un festival estivo di teatro, musica e poesia.
La posizione alla confluenza dei fiumi Era e Cecina nonché la ricchezza di risorse minerarie ne determinarono l’ascesa alto-medievale, che portò alla costruzione di grandi edifici e torri, e della Piazza dei Priori. Fu un periodo di lotte interne tra Vescovi e Comune, che la spuntò, salvo poi dover cedere il passo, nel Trecento, alla famiglia Belforti. Accusati di aver tentato di vendere la città a Pisa, i Belforti vennero cacciati nel 1361 dai Fiorentini, interessati a Volterra per le ricchezze naturali e la posizione strategica. Il dominio fiorentino, durato secoli, è tuttora ben testimoniato dalla Fortezza Medicea, voluta nel 1475 da Lorenzo il Magnifico e dai palazzi di importanti famiglie volterrane, come Ricciarelli, Minucci e Gherardi, che furono trasformati ispirandosi ai modelli architettonici del Rinascimento.
Tra le valli dell’Era, a nord, e del Cecina, a sud, si estende il territorio collinare volterrano, costituito da balze, calanchi e dalla riserva naturale di Berignone-Tatti. Un ottimo modo per scoprire la bellezza naturalistica di questi luoghi è dedicarsi ad escursioni a piedi o in bicicletta.

Informazioni Consorzio turistico Volterra, Val di Cecina, Valdera Piazza dei Priori, 19 56048 Volterra t. 0588 87257 . 0588 86099 www.volterratur.it

Zona geografica Val di Cecina

Abitanti oltre 11.000

Distanza da Pisa 65 km

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Cultura

Acropoli etrusca Al Parco Fiumi, a ridosso della Fortezza Medicea, si trova un sito archeologico divenuto oggi parco cittadino. Gli scavi dell’Acropoli hanno portato alla luce un quartiere dedicato alle attività religiose: a partire dal VI sec. a.C., in questa zona sono sorti edifici di culto ed ambienti di servizio ad essi collegati, come magazzini e alloggi dei religiosi. Badia Camaldolese L’abbazia camaldolese con l’annessa chiesa furono costruite nel 1030 vicino alla chiesa di San Giusto al Botro, dove erano conservati i corpi dei santi Giusto e Clemente, che si inabissò nel XVII secolo per l’avanzare del ciclo erosivo delle Balze. Centro di cultura e di arte, ospitò al suo interno opere di scuola giottesca e una biblioteca ricca di manoscritti. Anche se in stato di generale abbandono, si ammirano l’elegante chiostro cinquecentesco e il refettorio con ciclo di affreschi sulla Vita di San Giusto. Della chiesa rimane un’abside romanica e la massiccia torre campanaria di epoca medievale. Battistero L’attuale battistero fu costruito nel XIII secolo, anche se alcuni elementi architettonici e decorativi lo farebbero risalire ad epoca anteriore. L’interno in pietra volterrana presenta sei nicchie incassate nelle spesse mura, secondo una tecnica usata in questa zona alla metà del secolo XII. La forma ottagonale a cupola ha una facciata rivestita di marmi bianchi e verdi con un portale che dimostra l’influenza di  Nicola Pisano. All’interno sono conservate sculture e un fonte battesimale a forma di pentagono, su cui sono scolpiti in marmo bianco il Battesimo di Cristo, la Fede, la Giustizia, la Carità e la Speranza, opera del 1502 di Andrea Cuntucci, detto il Sansovino. Casa Museo Palazzo Viti Palazzo Viti, una delle più belle residenze private d’Italia, apre al pubblico le sue 12 sale arredate con mobili, quadri, porcellane, collezioni di alabastro e altri oggetti artistici di notevole pregio, rappresentanti l’arte italiana, europea e orientale dal 1400 al 1900. Tutto è rimasto come lo hanno visto, nel corso dei secoli, i re, i principi che vi furono ospitati ed i registi come Luchino Visconti che vi hanno ambientato i loro film. Cisterna romana Facente parte di un complesso sistema di cisterne che attraversano la città è possibile accedere, tramite una stretta scala a chiocciola, alla cisterna romana: una “piscina” realizzata dai Romani per raccogliere le acque piovane. Duomo Dedicato a Santa Maria Assunta, il Duomo presenta una struttura a croce latina: entrando dal portale marmoreo, il visitatore viene accolto da 22 colonne in granito rosa che suddividono la struttura in tre navate. Il transetto è decorato con la tecnica dell’ornato appiattito, e complessivamente l’interno, pur conservando un impianto molto antico, offre un aspetto rinascimentale. Internamente si ammira il gruppo scultoreo della Deposizione, opera del 1228 che raffigura il Cristo sorretto dalla Madonna e da San Giovanni Evangelista. Ecomuseo dell’Alabastro Il progetto dell’ecomuseo nasce nelle principali città che fanno dell’alabastro una tradizione secolare: Volterra, Castellina Marittima e Santa Luce. Due diversi itinerari sono presenti: itinerario dell’escavazione e l’itinerario della lavorazione e commercializzazione. In particolare, a Volterra è visitabile il museo dell’alabastro nella Torre Minucci, che si focalizza sulla storia della lavorazione, degli stili di lavorazione ed espone testimonianze che coprono un arco temporale che va dai cinerari etruschi ai medaglioni ottocenteschi. Fortezza Medicea La Fortezza si trova sulla sommità del colle volterrano, il suo aspetto è possente e maestoso. È costituita da due rocche: la Rocca Vecchia e la Rocca Nuova, entrambe volute da Lorenzo il Magnifico. Mura L’originaria cinta muraria, più volte modificata nei secoli, risale al periodo etrusco. Venne utilizzato il panchino, una pietra molto diffusa in zona, di cui gli Etruschi si servirono anche per le urne cinerarie. La prima cinta muraria, della lunghezza di ben 7 km, venne ampiamente rimaneggiata durante il Medioevo, riducendosi a una lunghezza di 2,6 km. Delle nove porte di accesso, due sono ancora risalenti alla edificazione etrusca. Museo Diocesano di arte sacra Inaugurato nel 1932 nel Palazzo Vescovile, oggi sede distaccata, è stato trasferito nel 2017 nella Chiesa di Sant’Agostino. Qui trovano posto, oltre a quelle già concepite per la chiesa, opere provenienti dalla Cattedrale e da altre chiese della diocesi: dipinti, reliquiari, arredi e suppellettili sacre abbelliscono ulteriormente la monumentale chiesa. Museo etrusco Guarnacci Conserva una importantissima collezione di arte etrusca. Il primo museo civico che espone  rinvenimenti etruschi venne fondato nel Settecento, dopo i resti venuti alla luce grazie agli scavi del canonico Pietro Franceschini e in seguito alla donazione di Monsignor Mario Guarnacci. Successivi scavi hanno integrato la collezione, ma il nucleo principale rimane la collezione di 600 urne funerarie in terracotta e alabastro. Palazzo dei Priori La prima edificazione risale al 1208, per volere di Ildebrando Pannocchieschi, conte palatino dell’Impero. Venne costruito nella più importante piazza cittadina, dove oggi vediamo anche il Duomo, Palazzo Pretorio, Palazzo Vescovile e Palazzo Inghirami. Nel Duecento i ventiquattro Anziani che amministravano la città lo utilizzarono come residenza. Interamente in pietra, la facciata presenta delle cornici marcapiano ed è decorata con gli stemmi in terracotta delle famiglie fiorentine che, dal XV secolo, assunsero il potere di Volterra. Attualmente il Palazzo ospita uffici comunali e mostre. Palazzo Minucci-Solaini – Ecomuseo dell’Alabastro Commissionato dalla famiglia Minucci tra fine Quattrocento e inizio Cinquecento ad Antonio da Sangallo il Vecchio, presenta somiglianze con Palazzo Strozzi e Palazzo Guadagni. Venne edificato su preesistenti torri medievali già di proprietà della famiglia Minucci. Internamente, la struttura ruota attorno ad un elegante chiostro decorato con affreschi parzialmente conservati. Quando il ramo volterrano della famiglia Minucci si estinse, il palazzo venne acquistato da Sebastiano Solaini e parte dei suoi spazi furono adibiti alla lavorazione dell’alabastro. Dal 1942 è di proprietà statale e ospita la Pinacoteca e l’Ecomuseo dell’alabastro. Il progetto dell’ecomuseo nasce nelle principali città che fanno dell’alabastro una tradizione secolare: Volterra, Castellina Marittima e Santa Luce. Due diversi itinerari sono presenti: itinerario dell’escavazione e l’itinerario della lavorazione e commercializzazione. In particolare, a Volterra è visitabile il museo dell’alabastro nella Torre Minucci, che si focalizza sulla storia della lavorazione, degli stili di lavorazione ed espone testimonianze che coprono un arco temporale che va dai cinerari etruschi ai medaglioni ottocenteschi. Palazzo Minucci-Solaini – Pinacoteca e museo civico di Volterra Palazzo dei Priori e il Duomo conservavano già nel passato importanti collezioni di opere d’arte, tant’è che nel 1905 nel Palazzo dei Priori venne inaugurata un’esposizione in cui spiccava la Deposizione di Rosso Fiorentino. La raccolta, della quale fanno parte per esempio anche opere di Luca Signorelli e Taddeo de Bartolo, venne trasferita nel 1982 nella nuova sede di Palazzo Minucci-Solaini, a seguito di una mostra temporanea di grande successo, svoltasi l’anno precedente nelle stesse sale. Teatro Romano Venne eretto tra la fine del I secolo a.C. e il 13 d.C. per volere della ricca famiglia dei Caecina, come testimonia l’epigrafe dedicatoria conservata nel Museo Guarnacci. Scavato in un pendio naturale, lasciato intatto dagli Etruschi, aveva un diametro di 60 metri e poteva ospitare 3500 spettatori. Alla fine del III secolo d.C. venne abbandonato e convertito in impianto termale. In epoca medievale, la nuova cinta muraria inglobò la parte più alta delle gradinate. Sede di un importante festival estivo. Torre del Maschio Si trova all’interno della fortezza medicea. Fin dalla sua costruzione nel XV secolo, ai tempi del Magnifico, la fortezza è sempre stata adibita a prigione ed è ancora oggi sede di un carcere di media sicurezza. Recentemente è aperta alle visite su prenotazione.

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Enogastronomia

Pecorino delle Balze volterrane – Comitato Pecorino DOP Questo formaggio, trattato con cenere di olivo o leccio, ha ottenuto nel 2015 la Denominazione di Origine Protetta. Ottimo sia fresco che stagionato, è adatto anche per la dieta vegetariana, visto l’utilizzo di caglio vegetale. Sale Il sale di Volterra è una delle eccellenze del Made in Italy. Si dice “ricristallizzato” in quanto dapprima l’acqua viene depurata a 80°C e successivamente portata a 130°C in cristallizzatori. Tartufo In questa zona, grazie alle proprietà del sottosuolo, non è insolita la nascita, la raccolta e la produzione di tartufo, compreso il bianco pregiato. Vino Il comune è inserito nell’itinerario Strada del Vino delle Colline Pisane.

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Artigianato

Le piccole aziende artigianali hanno soppiantato l’antica estrazione di allume, alabastro e sale. Alabastro A Volterra viene lavorato l’alabastro più pregiato d’Europa. Gli artigiani del luogo sono attualmente riuniti nella Cooperativa Artieri dell’Alabastro.

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Turismo attivo

Balze di Volterra Si estendono sul versante sud-occidentale del territorio volterrano, tra Val di Cecina e Val d’Era, e si sono originate in seguito alle numerose frane del terreno argilloso. Riserva naturalistica di Berignone Molti sono i sentieri che attraversano la riserva naturalistica di Berignone per un percorso che si snoda per la maggior parte in aree verdi ricche di flora e fauna. Riserva naturalistica di Montenero La più piccola riserva dell’Alta Val di Cecina si estende sulle pendici settentrionali del Montenero. L’azione erosiva del torrente Strolla ha scavato, in alcune parti, gole e profonde insenature creando un paesaggio dalla morfologia impervia e caratteristica.

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Area Camper