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Descrizione


I percorsi illustrati nella cartina si snodano nell’ampia vallata denominata “Valle Graziosa” che si affaccia al mare ed è protetta a nord dai Monti Pisani. Questa circostanza fa sì che per tutto l’arco dell’anno il clima sia favorevole a passeggiate brevi o lunghe, panoramiche e sicure. Gli itinerari attraversano località  interessanti dal punto di vista naturalistico (vegetazione – rocce – fauna), ambientale (panorami e monumenti), artistico (Certosa – Pievi), storico (Verruca – Tre Colli), socio-economico (comunità rurali e artigianali). Ogni percorso è  individuato e segnalato sul territorio con opportuna segnaletica in cui sono evidenziati itinerario, località, raccordi ad altri percorsi, punti di fuga, punti di ristoro.

Info: Ufficio turistico di Calci 050 935961

Cliccando sui link potrete visualizzare l’itinerario completo di informazioni e dettagli sul percorso. Il grafico evidenzia, per ogni itinerario, la lunghezza e la differenza di altitudine nelle varie tappe.

 

Itinerario 1 A: Pieve di Calci – Par di Rota

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Partendo dalla Chiesa romanica (sec. XI) della Pieve di Calci, che raccoglie notevoli opere quali un Fonte Battesimale in monolite di marmo di S. Giuliano Terme, bassorilevato dalla scuola del Biduino (sec. XIII), si prosegue per alcuni tratti residui di vecchie strade fino all’incrocio fra via Ruschi con il torrente Zambra in Loc. Ponte Grande, già sede dell’antica casa comunale. Inerpicandosi tra gli oliveti, in un vecchio sentiero massicciato, si raggiunge la prima borgata de “Il Colle”, luogo di nascita del pittore ‘Giunta Pisano’, e si presegue per l’altra antica comunità rurale di Villa, intravedendo la Chiesa parrocchiale del S.S.Salvatore. Da Villa uscendo dal percorso 1.A , si può, seguendo l’indicazione di raccordo (R) raggiungere Castelmaggiore; continuando però il nostro percorso ci portiamo in Loc. “Par di Rota” dal quale si può osservare un ampio panorama oltre che sulla pianura pisana, del Monte Verruca con alle sue pendici di sinistra la Certosa e di destra della torretta di caprona ove combattè Dante Alighieri. Prima di scendere a valle, attraversando oliveti e pinete c’è la possibilità di raccordarsi al percorso 4.D (La Foce); proseguendo invece per il nostro percorso (1) si ritorna alla Pieve di Calci.

 


Itinerario 2B: Ponte Grande – San Bernardo

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Partendo dalla Loc. Pontegrande, si attraversano su antichi sentieri oliveti e passeggiando sul sagrato della Chiesa parrocchiale di S. Andrea a Lama, si prosegue per Caprile di Sopra (sede di antico cenobio) per raggiungere, attraversato il bosco, una antica chiesetta ove la leggenda e la tradizione vogliono che abbia sostato San Bernardo. Tale ipotesi è suffragata dall’esistenza di numerose case comunitarie (es. Conventi) religiose (Caprile di sotto, S. Antonio, ecc.) dalle quali per altro prese avvio la colonizzazione per l’impianto del castagno e poi dell’olivo. Da San Bernardo e da “Le Piastraie” vi è la possibilità di raccordarsi rispettivamente al percorso 4D e 5E (Tre Colli e Montemagno). Proseguendo invece sul 2 B e lasciando la strada provinciale in Loc. “Le Piastraie”, dalla quale si ammira il panorama del borgo rurale di Montemagno, si raggiungono attraversando boschi e oliveti “le Mura dei Frati”, dalle quali si può ammirare il panorama interno della Certosa (sec. XIII) per poi rientrare sempre costeggiando il torrente al punto di partenza.

 

Itinerario 3C: Castelmaggiore – Santa Lucia

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Appena entrati nella strada per Vallebuia, a destra si può notare una antica insegna lapidaria di fabbro ferraio, a sinistra c’è la possibilità di raccordarsi al percorso 1 A (Villa). Proseguendo invece sulla nostra strada si giunge ad una antica via carrozzabile sulla quale sono ancora evidenti le carreggiate per mezzi a ruota cerchiata. Questa fresca località si chiama Santa Lucia, e deve il suo microclima all’abbondanza di acque che servirono anche al primo acquedotto civico. La ricchezza idrica dava la forza al movimento delle ruote dei molti molini ed altri opifici ad acqua. Oggi si possono osservare resti di canalizzazione. Proseguendo in quota ci si sposta ad est e, fra oliveti e case coloniche giungiamo, dopo avere guadato il torrente, al raccordo con il percorso 4 D (Tre Colli). Proseguendo invece sulla nostra strada troviamo l’edicola dell’Angelo Custode, opera del concittadino Bertolini, che indica l’inizio della medioevale “via Lucchese”. Continuando a discendere si ritorna al punto di partenza

 


Itinerario 4D: Tre Colli – Prato a Calci

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Sulle rovine del castello del Longobardo Aracauso sorge  il Santuario della Madonna delle Grazie, protettrice della vallata e del piano di Pisa. Partendo da questa località si attraversa un’area coltivata a oliveti pregiati e si intravede una zona tormentata dagli incendi boschivi che contrasta con la lussureggiante vegetazione di Fonte a Noce e la macchia Mediterranea che si nota alla Foce di Calci (raccordo con percorso 1 A Par di Rota). Da questa località si marcia da ovest verso nord-est per raggiungere Campo di Croce e proseguire, costeggiando macchie e pietraie, per Bisantola ove, percorrendo un tratto di strada asfaltata, si prende la via di Prato a Calci e si prosegue, a valle del Pruno, per Ceragiola (raccordo con il percorso 5 E Badia). Da questa località ci rimettiamo in un bosco dove  pascolano daini ed altri animali selvatici. Uscendo da questo recinto, superato il raccordo con il percorso 2 B (San Bernardo), si torna a Tre Colli, località ove ha sede un’attività agrituristica che può offrire dai prodotti locali alle gite a cavallo

 

Itinerario 5E: Nicosia Verruca

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Da questo antico Convento Agostiniano fondato nel XII secolo per volere dell’Arcivescovo Ugo da Fagiano per bonificare la località, si scende verso l’antico borgo di Rezzano dal quale inizia l’ascesa per Montemagno, tipico paese alto-medievale, ove ebbe i natali il Papa Eugenio III. Qui trovasi il raccordo (R) con il percorso 2 B (Le Piastraie). Traversato il paese ci addentriamo nel bosco percorrendo una recente pista forestale che passa vicino a sorgenti altamente mineralizzate e che conduce alla Badia di S. Michele della quale possiamo ammirare le vestigia dell’Abside. Se invece vogliamo andare a nord vi è il raccordo con il percorso 4 D (Ceragiola). Continuando invece il nostro percorso per l’angusto obbligato sentiero che si inerpica, con sicurezza fra rocce millenarie , si giunge ai piedi della rocca della Verruca (antica fortezza pisana più volte teatro di battaglie con i Fiorentini); quindi iniziando la discesa per una comoda pista si possono osservare stupendi panorami delle anse dell’Arno e dopo esserci affacciati sulla piana di Crespignano, dove sorge una villa, si risale a Nicosia