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DESCRIZIONE

La pieve romanica di Calci (fine secolo XI), costruita dall’arcivescovo Daiberto e terminata dalla Contessa Matilde di Toscana, è dedicata a Ermolao, martire cristiano e patrono del paese nonché degli oliveti. Le sue reliquie furono traslate qui dai Pisani a inizio XII secolo su concessione dell’imperatore Alessio I di Bisanzio in cambio di aiuti militari.

La facciata ha le forme dello stile romanico pisano: lesene, archetti ciechi, rombi, bifore, policromia bianca e grigia nella parte alta. Alle spalle spicca il possente e incompiuto campanile a torre. La sua base quadrangolare larga ben 9 metri e le due finestre alte e strette, simili a feritoie, fanno pensare ai resti di una torre difensiva. All’interno, le tre navate sono divise da due file di colonne monolitiche in granito, da un grande altare in marmo policromo e da un imponente fonte battesimale del sec. XIII scolpito con bassorilievi.


Il culto di sant’Ermolao è molto sentito a Calci e in Val Graziosa. Un tempo era consuetudine tra i contadini portare nella pieve un asino carico di due ceste piene di prodotti e un barilotto d’olio per la benedizione. Le reliquie del santo erano portate in processione illuminate da “lumini” ad olio.




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