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DESCRIZIONE

La storia di Santa Croce sull’Arno è legata a doppio filo alle sue concerie è vero ma anche a un delizioso dolcetto dal gusto amarognolo, dalla forma di un minuscolo “vulcano” con la cima brunita, l’amaretto. Ottimo da gustare da solo o in più elaborate preparazioni di pasticceria, l’amaretto di Santa Croce ha un’origine probabilmente ottocentesca: furono le suore del convento di Santa Cristiana a iniziarne la produzione su impulso di Maria Luigia d’Austria che in quanto duchessa di Parma, dove aveva sede la casa madre delle monache, influenzò le attività artigianali di molti conventi.

Pare che l’amaretto venisse donato ai benefattori già nel Duecento durante le festività natalizie. Di sicuro la ricetta è rimasta immutata, gli ingredienti che rendono speciale l’amaretto sono sempre tre: mandorle finemente tritate, zucchero e uova. C’è chi aggiunge un po’ di liquore o scorze grattugiate di limone all’impasto, chi sparge una nevicata di zucchero a velo sulla “sommità” dell’amaretto ma sono solo minime varianti sperimentate da quando il biscotto, alla metà del Novecento, è uscito dal convento e si è diffuso nelle case dei santacrocesi, non solo in occasione delle feste natalizie.



La Pro Loco e i forni locali hanno istituito una Festa dell’amaretto che si svolge ogni anno l’8 dicembre, anniversario dell’apparizione mariana occorsa a Santa Cristiana nel 1278. Forni e pasticcerie si contendono l’Amaretto d’oro, il premio riservato al miglior biscotto di Santa Croce.




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