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DESCRIZIONE

Citata nei documenti a partire dal 1326, la chiesa ha subìto successive modifiche e ampliamenti fino ad assumere l’attuale aspetto rococò quando nel Settecento arrivarono da Roma le spoglie di San Valentino martire (patrono di Bientina, al quale è dedicato il palio di luglio). Oltre ad alcune tele ispirate alle gesta del santo spicca all’interno il grandioso soffitto a cassettoni e l’organo del 1640 di Bartolomeo Ravani.

Il culto di San Valentino è molto sentito a Bientina e in tutta la Toscana. I resti del santo furono riesumati dalle catacombe di San Callisto, sulla via Appia Antica, nel 1681 e consegnati in dono alla comunità di Bientina, dove arrivarono il giorno di Pentecoste del 1699. La sua fama di taumaturgo è nota in tutta la regione: il santo fece parlare di sé per i miracoli su ossessi o indemoniati, tanto da meritare l’appellativo di San Valentino degli indemoniati. Persino il principe Gian Gastone dei Medici, nel 1717 si sarebbe recato al santuario per rendere omaggio al santo.

Annesso alla chiesa, il museo raccoglie opere sacre di notevole interesse: calici, ostensori, candelieri, lampade e vassoi, oltre a preziosi paramenti liturgici di scuola toscana.

Visite su prenotazione

Info: Comune – Ufficio Cultura – 0587 758445,
oppure Valdera Musei – 0587 299581 (martedì, mercoledì, venerdì 9-13)

 

Bientina | Chiesa di Santa Maria Assunta e Museo di Arte Sacra