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DESCRIZIONE

La chiesa assunse il titolo di pieve nel XV secolo, fu ampliata tra il 1628 e il 1639 e consacrata nuovamente nel 1644. Esteriormente presenta forme molto semplici. La facciata ha un elegante portale con frontone spezzato, sovrastato da due finestre e da un oculo con affresco raffigurante l’Assunta. Al periodo seicentesco appartengono la cantoria in pietra serena e l’organo monumentale racchiuso in una cassa lignea dorata a oro zecchino. A seguito della traslazione delle reliquie di San Valentino, avvenuta nel 1699, l’edificio fu ornato di stucchi e pregevoli dipinti. L’interno rivela una inclinazione alle formule decorative rococò; tra gli ornati spicca il soffitto ligneo dipinto a cassettoni, del 1749.

La chiesa ospita il Museo di Arte Sacra, inaugurato nel 1993, che vanta una delle più belle raccolte di arredi sacri in metallo nobile, risalenti al periodo compreso tra i secoli XVI e XVII.
Gli oltre 120 oggetti esposti comprendono candelieri, calici, turiboli, ostensori, reliquari, vassoi e lampade prodotti dai più famosi argentieri di scuola lucchese, pisana e fiorentina nei secoli XVII e XVIII; non mancano esemplari di scuola napoletana e persino francese. Degni di nota i 20 reliquari in legno, dorati in parte a mecca, in parte a foglia d’oro zecchino, datati intorno alla metà del secolo XVIII. Gli arredi furono per la maggior parte donati alla pieve dopo la venuta delle reliquie di San Valentino. Sono inoltre presenti preziosi paramenti liturgici la cui epoca è compresa tra il secolo XVI e la fine del secolo XVII.

 

Bientina – Chiesa di Santa Maria Assunta e Museo di Arte Sacra

IL CULTO DI SAN VALENTINO

A Bientina il culto di San Valentino si perde nei secoli. I suoi resti furono riesumati dalle catacombe di San Callisto, sulla via Appia Antica, nel 1681 e consegnati alla nobildonna romana Laura Grozzi. Fu lei a donare le spoglie di Valentino martire alla comunità di Bientina, dove arrivarono il giorno di Pentecoste del 1699 grazie a Giovan Maria Maestrini, provinciale dei frati minori osservanti. La fama di taumaturgo di questo santo è nota in tutta la regione e anche oltre. Fin dal suo ingresso a Bientina, il santo fece parlare di sé per i miracoli, talvolta strepitosi, che uomini, donne e bambini, in particolare ossessi o indemoniati, ottennero grazie alla sua intercessione: tanto da meritare l’appellativo di San Valentino degli indemoniati. Persino il principe Gian Gastone dei Medici, nel 1717 si sarebbe recato al santuario per rendere omaggio al santo.
All’interno della cappellina sono conservate le reliquie del santo con la sua storia in vari dipinti: l’Apoteosi di San Valentino di Pietro Dandini (1703), la Condanna a morte di San Valentino di Tommaso Redi (1704), il Martirio del santo di Antonio Puglieschi (1704), mentre la fastosa cerimonia della traslazione è ricordata da sei dipinti sul muro del corpo centrale della pieve: la Traslazione del corpo di San Valentino e alcuni miracoli, dipinti del fiorentino Giuseppe Romei (1782-83).

Visite su prenotazione

Per visite guidate al museo contattare il Comune – Ufficio Cultura – 0587 758445,
oppure Valdera Musei – 0587 299581 (martedì, mercoledì, venerdì 9-13)
www.rmvaldera.it/musei/2