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DESCRIZIONE

Perché si dice “Peggio Palaia!”?

La diatriba su quale sia l’origine di questa citazione è da sempre dibattuta, talvolta anche in modo vivace, soprattutto tra i cittadini del borgo di Palaia. Ma il famoso motto è conosciuto anche in tutta la Toscana (e oltre!) e spesso ci ritroviamo ad esclamarlo senza neanche saperne la storia. Quale che sia la sua vera origine, certo è che non si riferisce a qualcosa di
positivo, anzi.. di male in peggio!

Sono state fatte molte ipotesi su questa massima, spesso legate a fatti e vicende storiche, una delle più accreditate è quella che riguarda la presa del castello di Palaia nel 1435 da parte del capitano di ventura Niccolò Piccinino ai danni della nemica Repubblica Fiorentina che a quel tempo dominava il borgo.

Il Capitano, inviato dal Duca Visconti di Milano, prese prima il castello di Ponsacco e poi si diresse verso Palaia, dove trovò una difesa inaspettata. Alla fine riuscì a prendere il forte per sfinimento e fame, lo depredò e lasciò pochissimi superstiti. Chi rimase illeso, nel fare rapporto a Firenze, raccontò che il castello di Palaia era quello risultato peggiore di condizioni dopo l’assedio… quindi “Peggio Palaia!”

Un’altra versione invece ci racconta che il Granduca Leopoldo II, durante una visita al paese martoriato all’epoca da una grave epidemia di peste, proclamò questa frase per indicare che il paese era veramente messo male…”Peggio” di quanto si potesse prevedere!

Nessuno sa con esattezza perché questo motto sia potuto diventare un modo di dire tanto diffuso: persino l’Accademia della Crusca, attraverso il Vocabolario del fiorentino contemporaneo, conferma che si tratta di un’espressione utilizzata quando una cosa non va per il verso giusto, che di peggio non poteva capitare.

Lo stesso discorso vale anche per il suo contrario “Meglio Palaia!” che sottolinea ancor più gravemente la drammaticità della cosa accaduta.

Nonostante le ripetute guerre, la peste e la miseria però Palaia si è sempre rialzata, più forte ed orgogliosa di prima; neppure la peggiore delle catastrofi può scalfire l’animo e l’onore del borgo e di tutti i suoi abitanti.



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