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Mostra “Dietro i simboli: bandiere dall’Islam e storie dal mare nella Toscana medicea” | Pisa

14/09/2025 - 21/09/2025 ore: 9:00 - 20:00

Piazza Duomo, Pisa


La mostra raccoglie rari vessilli islamici dei secoli XVI e XVII raccolti in battaglia dall’Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano a navi barbaresche e turche, e da allora conservati nella chiesa di Santo Stefano dei Cavalieri (nell’omonima Piazza dei Cavalieri a Pisa), attualmente chiusa per restauro.

È la prima volta che questi drappi e cimeli vengono esposti al pubblico accompagnati da un apparato
scientifico e narrativo capace di renderli leggibili ad un pubblico vasto. Tra i pezzi esposti si trovano vessilli turchi, armi orientali, manoscritti in arabo e materiali illustrativi come stampe, disegni e documenti originali. Ad arricchire il percorso, alcuni pannelli esplicativi raccontano il Mediterraneo moderno come spazio fluido di relazioni tra poteri, religioni e culture, evidenziando come anche questi simboli militari siano in realtà frammenti di una rete molto più ampia e stratificata di relazioni che Pisa, fin dal Medioevo,
intrattenne con il mondo arabo-islamico.

A partire dal Medioevo, Pisa fu teatro di scambi culturali intensi e continuativi: ne rimangono tracce tangibili nell’architettura e nell’arte. Solo per fare alcuni esempi, basti pensare alle tarsie policrome, alle celebri fasce bianche e nere, agli archi acuti o alla cupola ellissoidale del Duomo, ai motivi del pavimento del presbiterio nel Battistero o al Grifo bronzeo di manifattura islamica oggi conservato nel Museo
dell’Opera del Duomo. E ancora, nel Camposanto monumentale la statua di Leonardo Fibonacci – il grande matematico pisano che studiò in Algeria e introdusse i numeri arabi in Europa – ricorda idealmente quel dialogo continuo tra Oriente e Occidente. Anche sulle facciate di alcune chiese cittadine poco distanti dalla piazza dei Miracoli, come San Sisto e Santa Cecilia, si possono ancora scorgere bacini ceramici smaltati di gusto islamico, segno di una tradizione decorativa che da oggetto d’importazione divenne, con l’arrivo di artigiani migranti, una produzione locale apprezzata in tutta Europa.

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