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Descrizione

Il primo insediamento di Guardistallo risale forse al Neolitico, stando ai ritrovamenti conservati al Museo Archeologico di Firenze. Già terra di un probabile insediamento etrusco è, invece, certa una stabile presenza longobarda visto che il toponimo viene dal germanico Wardan (guardia) e Stall (luogo). Dopo essere stato assoggettato ai Della Gherardesca e alla Repubblica Pisana, finì nelle mani dei fiorentini. Nel 1447 le truppe del re di Napoli, Alfonso d’Aragona, ne distrussero case e palazzi, ma quella non fu l’unica devastazione che colpì il paese: il forte terremoto del 1846, infatti, distrusse il 70% delle case e il castello. Una volta ricostruito il centro urbano fu progettato ed eretto il piccolo e grazioso teatro Marchionneschi, voluto dalla famiglia più influente a testimoniare l’opulenza raggiunta dal paese, ribattezzato nella zona “la piccola Parigi”. Un’altra tragedia si abbatté violentemente su Guardistallo nel 1944: l’esercito nazista uccise 63 civili, in risposta alle azioni partigiane, e il ricordo di questo evento è testimoniato ancora oggi dalla medaglia di bronzo assegnata al Comune per il sacrificio della popolazione e la partecipazione attiva alla lotta partigiana.
Per la piacevolezza del clima e l’avanzato sviluppo del turismo alberghiero Guardistallo è un ricercato luogo di vacanza. Da qui inoltre, è facile raggiungere i principali centri della regione.
La campagna che si distende intorno all’abitato è ricca di secolari oliveti che regalano la caratteristica e tradizionale qualità all’olio extravergine di oliva estratto dalle olive lazzare.

Informazioni Pro Loco Via Palestro, 27 56040 Guardistallo www.comune.guardistallo.pi.it

Zona geografica Val di Cecina

Abitanti oltre 1.000

Distanza da Pisa 68 km

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Cultura

Chiesa dei Santi Lorenzo e Agata Venne costruita dopo il terremoto del 1846 ed è costituita da un’unica navata a croce latina con coro quadrangolare. Presenta, inoltre, una cupola affrescata nel 1934 con scene del martirio dei due santi, mentre a seguito dell’eccidio nazista è stata eretta una cappella decorata da Giovanni Giuliani. Monastero di Nostra Signora in Valserena Progettato nel 1968 dagli architetti Remo e Carla Baroni e oggi appartenente alle monache dell’ordine dei Cistercensi, il monastero è degno di nota per gli antichi resti conservati nella chiesa. Tra questi, un grosso capitello del XII secolo a foglie e fiori stilizzati, proveniente dalla badia di San Giusto in Volterra. Da anni le monache producono e vendono cosmetici a base di olio di oliva coltivato direttamente nei campi del convento. Teatro Marchionneschi Il teatro, che oggi ospita non solo spettacoli, ma anche fiere e convegni, fu voluto principalmente da Virgilio Marchionneschi, che contribuì elargendo circa la metà del denaro necessario alla costruzione. Inaugurato nel 1883 con un’opera di Donizetti, è stato anche un cinema e, dopo un restauro comunale, è stato riaperto al pubblico nel 1990.

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Enogastronomia

Vino Il comune fa parte dell’itinerario Strada del Vino delle Colline Pisane.

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Area Camper