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Descrizione

Calcinaia ha avuto due nomi dalla storia strettamente legate alle attività produttive che qui si sono avvicendate nei secoli: se, infatti, il nome attuale è dovuto alla presenza di molte fornaci di calce che fin dal Seicento producevano splendide ceramiche, anticamente Calcinaia si chiamava Vico Vitri, perché qui si lavoravano stoviglie vetrificate.
Il borgo fu governato dagli Upezzinghi (di cui oggi resta una torre nel centro del paese), famiglia pisana ghibellina che vi si stabilì per volere del Conte Ugolino della Gherardesca. Come altri borghi dell’entroterra pisano, anche Calcinaia fu al centro di aspre contese tra Pisa, Lucca e Firenze, che nel XV secolo ne prese possesso. I ceramisti più famosi di Calcinaia furono i Coccapani: a Marco Coccapani è dedicato il museo della ceramica. Fu lui, infatti, a diffondere il nome delle “maioliche di Montecchio”, pregiate lavorazioni che potevano contare su una materia prima unica e perciò esportata anche fuori dalla Toscana, la terra di Montecchio.
Se i boschi intorno a Calcinaia fornivano il legname per le fornaci, le rive dell’Arno accoglievano le barche dei navicellai che coi “navicelli” trasportavano merci di vario tipo: generi alimentari, legna, rena e laterizi. Il navicello aveva forma piatta e piccole dimensioni ma era in grado di trasportare carichi fino a 25 tonnellate fino al porto di Livorno.

Per impedire le inondazioni dell’Arno, il territorio di Calcinaia fu frequentemente oggetto di lavori idraulici, a partire dal 1555, quando, per volere del Granduca Cosimo I, venne deviato il corso del fiume. Con i Lorena, grazie all’ingegno di Alessandro Manetti, venne prosciugato il Lago di Bientina e realizzato il canale della “Botte”.

Calcinaia quindi da sempre crocevia fluviale fondamentale per il traffico mercantile del bacino dell’Arno. A dimostrazione del legame del paese col fiume, ogni anno a maggio in onore della patrona Santa Ubaldesca, si svolge la Regata Storica sull’Arno che rievoca l’antica attività e rivalità dei navicellai.

La grande ansa dell’Arno di Calcinaia inoltre costituisce un importante campo di gara per la pesca sportiva nazionale e internazionale.

 

Informazioni
www.comune.calcinaia.pi.it

 

Zona geografica
Valdera

Abitanti
oltre 12.000

Distanza dal capoluogo
21 km

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Cultura

Fornace Coccapani
Azienda dei Coccapani impiegata nella lavorazione di ceramica invetriata ad uso quotidiano. Rimase attiva fino al 1768, quando la famiglia si dovette spostare dalla fornace di Montecchio al palazzo di proprietà, trasformato in officina con la costruzione di una fornace a tiraggio verticale. La ceramica è stata un’attività centrale per l’economia di Calcinaia fino agli anni ‘60 del Novecento, quando è stata abbandonata con la conversione delle fornaci in strutture abitative. Il museo Coccapani propone la storia della vecchia officina ceramica.

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Enogastronomia

Nozza di Calcinaia
Si tratta di un dolce tipico locale che viene prodotto in occasione di nozze o battesimi e comunemente conosciuto, in altre zone, come “brigidino” o “cialda”. A forma di cono e aromatizzato con anice e rosolio, è particolarmente indicato l’abbinamento con la panna montata. Si chiama “nozza” perché veniva servito durante i matrimoni. La tradizionale sagra si svolge ogni anno nel mese di maggio.

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Artigianato

Ceramica di Montecchio
In tutto il Basso val d’Arno, tra Cinquecento e Ottocento, veniva lavorata ceramica ingobbiata, una particolare tecnica di copertura e decorazione: inizialmente furono prodotti piatti e catini; successivamente i vasi da fiori divennero il prodotto principale delle famiglie che si dedicavano alla ceramica, tra cui i Coccapani.