Vicopisano è la destinazione ideale di vacanza e soggiorno per divertirsi all’aria aperta: qui si possono fare trekking, escursioni in mountain bike, passeggiate a cavallo. È possibile avventurarsi nei boschi per raccogliere funghi o castagne, per cercare erbe officinali o seguire antichi sentieri. Per gli appassionati di geologia o mineralogia, per chi vuole saperne di più sulla storia della Terra e dell’uomo, il territorio del Monte Pisano è un vero e proprio museo naturale e scientifico a cielo aperto.

Sempre più meta di turismo slow, a Vicopisano c’è solo l’imbarazzo della scelta per ritrovarsi immersi in un ambiente selvaggio e un po’ misterioso, dove vivere appieno la natura.

Vedi sotto i dettagli sugli itinerari naturalistici.



Cosa vedere

Percorsi e itinerari a piedi

Alcuni spunti per itinerari a piedi, di quelli che fanno anche gli abitanti della zona, grandi amanti delle camminate su e giù per il Monte Pisano. Se siete dei veri appassionati dei viaggi a piedi, e volete unirvi a loro, potete visitare Vicopisano e tutto il territorio in occasione di due eventi importanti a tema: la Festa dei Camminanti e Vicopisano Castello in fiore. La Festa Dei Camminanti è organizzata a fine marzo o inizio aprile, sfruttando le prime giornate di primavera. Mettetevi scarpe comode e zaini in spalla, i percorsi non sono mai banali e spaziano lungo il Monte Pisano. Un’idea per un lungo weekend fuori porta.  Vicopisano Castello in fiore, a maggio, è un’occasione immancabile per godere del centro storico di Vicopisano e della Rocca,  colorati da fiori e piante, ma anche per escursioni sul Monte Pisano alla ricerca di erbe commestibili.

ITINERARI TEMATICI

I terrazzamenti 

Esplorando il vivo del Monte, da qualsiasi versante, in particolare percorrendo via della Verruca, non potrete fare a meno di fotografare i caratteristici muretti a secco. Tramandate di padre in figlio, le tecniche di costruzione dei terrazzamenti sono tra le più antiche, frutto della tradizione di un popolo che ha saputo valorizzare le risorse del suo territorio. Il percorso dei terrazzamenti regala una full-immersion nella cultura locale dell’olivicoltura. Da queste parti, chi non ha un oliveto ha sicuramente degli ulivi nel giardino di casa: è la tradizione. Il percorso si sviluppa lungo i sentieri, le mulattiere e le strade che costeggiano e attraversano il Monte, toccando alcuni dei borghi principali: Buti, Vicopisano, Calci, Agnano e Asciano. Appena vi sale il languorino, fermatevi a degustare i prodotti tipici della zona, tra cui l’olio di oliva locale: famoso per la sua qualità, grazie ai fattori ambientali particolarmente favorevoli che lo rendono tra i più pregiati della Toscana.

Percorso dalla Francigena al mare

La prima tappa del percorso parte da Badia Pozzeveri (nei pressi di Altopascio), un tempo rifugio sicuro per i pellegrini che percorrevano la Via Francigena, e arriva a Vicopisano tramite due varianti,: attraversando i territori dell’antico Lago di Sesto (6 ore e mezzo di cammino, senza dislivello) oppure, dall’alto, attraversando Buti—Sant’Andrea—San Jacopo in Lupeta- Vicopisano (8 ore e mezzo di cammino, 200 m di dislivello).
La seconda tappa costeggia interamente le sponde del fiume Arno: da Vicopisano a Pisa (7 ore di cammino, senza dislivello).
La terza e ultima tappa unisce Pisa a Stagno (8 h di cammino senza dislivello) dove è possibile imbarcarsi sul battello “Marco Polo” per un affascinante viaggio lungo i canali medicei, alla scoperta di Livorno.

Viaggio nel sacro: monasteri, badie e pievi romaniche

L’itinerario completo nel romanico del territorio comprende diverse chiese e pievi, dislocate in tre frazioni. Si propone qui una versione ridotta e meno impegnativa: dalla Pieve di Santa Maria, alla graziosa Pieve di Sant’Jacopo in Lupeta, per finire con Sant’Andrea in Nocciola. Percorso facile: un’oretta e mezzo di cammino e appena 110 metri di dislivello. In alternativa, spostandoci sul versante  di Calci, si possono esplorare la meravigliosa Certosa di Calci, gli eremi di Sant’Antonio e di San Bernardo e, per finire, il Monastero e la Chiesa di Sant’Agostino in Nicosia, proprio sotto il Monte della Verruca, ex fortezza della Repubblica di Pisa.

Itinerario botanico

Passeggiate tra boschi e prati, senza seguire un sentiero in particolare: sentitevi liberi di perdervi tra la vegetazione. Tra le erbe spontanee commestibili troverete diversi tipi di bietola, porri, rape e radicchio selvatico. Buonissimi, ma più difficili da scovare: gli asparagi selvatici, avvistati in particolare in zona Mandrie di Sotto. Tra le erbette più profumate troviamo la menta e il mirto, dalle cui bacche si ottiene l’omonimo liquore digestivo. Per uno spuntino vitaminico invernale individuate uno dei numerosi alberelli di corbezzolo — i suoi frutti, simili a rosse ciliegie polpose, raggiungono la massima dolcezza in novembre-dicembre — mentre, nel periodo estivo, potrete raccogliere le more. Per confezionare un bel mazzolino campagnolo cercate le eriche, piante resistenti e bellissime, sfoggiano i più svariati colori: dal bianco, al rosa pallido, al magenta acceso. Tra i fiori nominiamo anche le splendide orchidee spontanee, il sambuco, la mimosa e la profumatissima acacia. In fine, se vi capita di passeggiare tra i boschi della Verruca nel periodo invernale, riconoscerete gli agrifogli: tipici per le decorazioni natalizie ma, attenzione, le graziose palline rosse sono tossiche per l’uomo, mentre le foglie possono essere infuse a sostituzione del tè.

ITINERARI A PIEDI

Da Noce alla Verruca

Dalla frazione di Noce, è possibile raggiungere la Verruca in circa due ore (550 metri di dislivello). Lungo il percorso è possibile scorgere la Torre degli Upezzinghi e la meravigliosa Pieve romanica di Santa Giulia. È interessante sporgersi, con prudenza, sulla grande cava sovrastante Uliveto Terme. Per proseguire fino alla Verruca, si può tenere la sconnessa carrareccia proveniente da Caprona o risalire diagonalmente verso il Sotto-Verruca, percorrendo un piacevole sentiero tra eriche e corbezzoli, terminante sui ripiani orientali del castello, presso i ruderi della Pieve di San Michele.

Dal borgo di Vicopisano alla Verruca

Partendo dalla Pieve di Santa Maria, si attraversa il ponticello verso i cipressi del cimitero, al bivio si gira a sinistra, in località Ceppato, e si percorre la via della Verruca: una spettacolare salita, ricca di scorci panoramici sul borgo, con tipici rustici toscani in pietra, muretti a secco, prati e uliveti. Complessivamente, fino alla cima della Verruca, sono meno di 5 km da percorrere a piedi o in MTB.

Dal borgo di Vicopisano al Monte Castellare

Dal Colle della Via Crucis, dove si trova la omonima chiesa, si segue a destra sulla strada che costeggia il Fosso della Serezza e i vasti campi sui quali domina, incontrastata, Villa Lotti. Sulla destra, una strada sterrata che sale, in tornanti verso il Monte Castellare. Una scarpinata di circa 30 minuti per raggiungere un incantevole panorama.

Un anello intorno a Vicopisano

Come scriverebbe Jules Verne: il giro di Vicopisano in cinque ore. Dal borgo si raggiunge San Jacopo e la sua omonima pieve romanica, incastonata nel verde di uliveti e cipressi, in un tipico paesaggio toscano. Da qui, tornando sull’asfalto, salendo si raggiunge un borghetto medievale, La Torre, attraversato il quale la strada torna sterrata e ci conduce all’ampio crinale di Col di Cincia. Percorrendo il sentiero 148 del CAI, con vista sul Valdarno e la Valdera, si raggiunge Le Mandrie di Sopra e la strada di Spazzavento che discende fino allo stradello per Campo dei Lupi. Prendetevi il tempo di ammirare il sole che si riflette sul mare fino al porto di Livorno. Restando sul 148, si scende nella valle del Rio Grande, passeggiando a fianco al torrente, finché non si passa sotto l’arco del Molino di Papo  costeggiando una serie di vecchi mulini, ristrutturati e trasformati in villette, che danno il nome al fondovalle. Ancora poche centinaia di metri e l’anello sarà chiuso, tornando alla Pieve di San Jacopo.

Dal Castellare di San Giovanni alla Vena alla Rocca di Ripafratta: un tour completo del Monte Pisano.

Molto interessante è anche questo percorso che riserva, alle gambe più allenate, bellissimi punti di interesse e prospettive naturali. Lungo circa 35 km, con un dislivello totale di quasi 2000 m, comporta almeno 12 ore di cammino, senza considerare le opportune soste. Partenza dalla chiesetta del Castellare (a San Giovanni alla Vena), si prosegue verso Campo dei Lupi, risalendo poi una boscaglia profumata si sbuca nel bel mezzo dei ruderi della Badia di San Michele. Lasciando la Rocca della Verruca alle nostre spalle, il sentiero percorre il dorso del monte dal quale si può ammirare la bellezza della Val Graziosa. Attraversando boschi, colli e prati, si giunge in prossimità di Santallago, dove è possibile sostare per farsi un panino o un piatto tipico toscano. Discesi ripidamente a Campo di Croce, si sale sulla cima del Monte Faeta. Toccando punti panoramici d’eccezione, quali la cresta della Torretta e il Passo di Dante, si giunge al valico delle Croci dove si ricomincia a salire tra secolari boschi di castagno. Qui si apre la vista della pianura attraversata dal Serchio. L’ultimo tratto del percorso giunge alla Torre Niccolai e infine alla Rocca di San Paolino, lungamente contesa nelle frequenti lotte tra Pisa e Lucca. Un ripido sentiero conduce alla sottostante Ripafratta.