• Lunghezza totale (km): 25
  • Percorribilità: in auto, in camper, in vespa/moto
  • Difficoltà: nessuna

L’itinerario comprende le varie testimonianze etrusche presenti nel territorio della Valdera per poi estendersi fino a Volterra, offrendo anche occasioni di passeggiate e trekking nella natura.


BIENTINA

Il Museo degli Etruschi contiene importanti testimonianze archeologiche che affermano la presenza di insediamenti etruschi, come anfore, ceramiche, collane, fibule, spilloni, orecchini. Parte di questi elementi appartenevano ad un corredo funebre di una tomba venuta alla luce durante dei lavori di scavi e di bonifica della palude vicino a Bientina. Il museo si trova dentro la chiesa sconsacrata di San Girolamo, ex oratorio della prima metà del XVII secolo.


CAPANNOLI 

Il Museo Archeologico si trova a Capannoli e fa parte del complesso dei Musei di Villa Baciocchi.  Si articola in cinque sale che propongono un percorso archeologico sull’evoluzione della storia umana della Valdera dalla Preistoria agli Etruschi fino al Medioevo, raccoglie materiali archeologici (ceramiche, monete, pietre) esclusivamente provenienti da scavi e ricerche condotte in Valdera. Nella frazione di Santo Pietro Belvedere, si segnalano inoltre alcuni ipogei di origine etrusca


TERRICCIOLA

Il centro storico di Terricciola sorge su un rilievo di tufo, alla cui base si sviluppano ambienti sotterranei (ipogei) scavati in epoca etrusca e che conservano resti di tombe, come l’Ipogeo del Belvedere (secolo IV a.C) provenienti dal territorio tra cui l’interessante Cippo dei Poggiarelli. Il complesso degli ipogei è composto da circa 200 tombe abbandonate che stanno per essere recuperate e musealizzate.


PECCIOLI   

Il Museo Archeologico conserva molti reperti rinvenuti nel sito archeologico etrusco di Ortaglia, presso il paese di Legoli. Da un pozzo profondo 10 metri e largo 4 sono venuti alla luce oggetti votivi e parti di una costruzione che, per dimensioni e tipo di decorazione, facevano pensare a qualcosa di simile a un tempio o quantomeno a un santuario. I reperti si presentavano in frammenti, perché la struttura di cui facevano parte aveva collassato, probabilmente nel IV sec. a.C., in seguito ad un incendio.