Le colline di San Miniato sono conosciute e apprezzate soprattutto per il tartufo bianco. Tuttavia, la zona è anche terra di vino e di enogastronomia raffinata. Basti pensare allo zafferano, all’olio extravergine di oliva “mignola”, al fungo porcino o al carciofo. 

Il tartufo

L’Associazione Tartufai delle Colline Sanminatesi è la più grande della Toscana e una delle prime a livello nazionale, con oltre 400 iscritti. La zona geografica di produzione di questa varietà di tartufo abbraccia un’area che si estende tra la province di Pisa e Firenze: qui si raccoglie una delle migliori qualità di tartufo bianco, grazie a una felice combinazione tra microclima e terroir che gli conferiscono caratteristiche olfattive e aromatiche inconfondibili.

Esperti tartufai e maestri chef hanno unito la loro esperienza per dar vita a itinerari ed esperienze uniche al mondo per coloro che amano la natura e la buona cucina.

La caccia al tartufo inizia in mezzo ai boschi, con i tartufai aiutati dal loro inseparabile cane. Andare in cercare tartufi è un’insieme di emozioni e sensazioni capaci di coinvolgere chiunque anche attraverso il racconto di aneddoti e curiosità. La caccia prosegue generalmente con una piacevole degustazione o un corso di cucina a base di tartufo, alla presenza di uno chef che svela i segreti per esaltarne le qualità a tavola, abbinandolo alle varie pietanze e ai vini tipici del territorio.


Il vino

Paesaggio intorno a San Miniato

Paesaggio intorno a San Miniato

Riguardo al vino, San Miniato vanta una storia antica: i primi documenti che attestano l’allevamento della vite risalgono ai Romani, passano poi attraverso i Longobardi, fino a Federico II Barbarossa che scelse San Miniato come sede imperiale. Una storia vitivinicola che dura quindi da ben duemila anni.

E a proposito di vini, qui c’è anche un’Associazione Vignaioli, a cui ha aderito un gruppo di produttori di vino locali che si sono uniti per promuovere insieme le loro etichette e far conoscere il territorio. Il terroir accoglie infatti vari tipi di uve autoctone, in odine: sangiovese, malvasia nera e canaiolo.

Vi sono altre varietà non autoctone come cabernet, merlot, syrah fino al vitigno tempranillo, che affonda le origini nei viaggi dei pellegrini sulla Via Francigena che nel Medioevo passava da San Miniato.