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Descrizione

L’itinerario prosegue in Valdera e nelle Colline Pisane fino alla val di Cecina. Alcuni di questi borghi hanno anche oggi mantenuto strutture degli antichi edifici militari, mentre altre sono state fortemente rimaneggiate o sono andate distrutte nel corso dei secoli. In questi territori gli elementi storici non consentono di tracciare un percorso omogeneo e unitario. Tuttavia offrono, sparse qua e là, testimonianze di architettura militare che nel periodo delle lotte medievali rivestivano una importanza strategica di primaria importanza.

Cosa vedere

L’itinerario parte da Lari, che si presenta con la mole imponente del Castello dei Vicari. La rocca, costruita dai Pisani nel Xi secolo, ha avuto il suo splendore dopo il XV secolo come sede di Vicariato fiorentino. Per più di quattro secoli dal Castello di Lari si amministrava circa un terzo dell’attuale provincia di Pisa. Il Vicariato fu abolito con l’adesione del Granducato di Toscana al Regno d’Italia e tuttavia una pretura civile rimase a Lari fino alla fine degli anni ’60. Il Castello è location di matrimoni, eventi e conferenze. Aperto alle visite tutto l’anno, particolarmente interessante per le scuole in quanto offre un innovativo percorso didattico multimediale.

Seconda tappa dell’itinerario Peccioli. Nel centro storico spicca la Torre Campanaria realizzata nel 1885 dall’architetto pontederese Luigi Bellincioni, che progettò altri campanili in Valdera e Val di Cecina. E’ il risultato di un intervento di rifacimento e sopraelevazione della precedente torre di impianto romanico pisano. Alto 42 metri e coperta da una pietra scura proveniente dalle cave di Montecatini Val di Cecina, fa parte del Polo Museale di Peccioli, aperto tutto l’anno. Dal campanile si gode un bel panorama sulla Valdera fino a Volterra.

Terza tappa la Rocca di Pietracassia, accessibile dalla strada che da Lajatico, paese natale di Andrea Bocelli, porta ad Orciatico.
La Rocca è aperta al pubblico solo in occasioni speciali. Abbandonata da secoli è considerata uno dei monumenti alto medioevali più importanti della Toscana. La sua mole imponente si trova su un versante collinare   a oltre 500 metri di altitudine, su un enorme masso calcareo. Da una fenditura aperta su questo masso sembra derivi il suo nome (Pietra cassa ossia pietra spaccata).

 

Quarta tappa Volterra.  Nella antica città etrusca, famosa anche per la lavorazione dell’alabastro, è stata recentemente aperta al pubblico la Torre del Maschio all’interno della Fortezza MediceaFin dalla sua costruzione nel XV secolo, ai tempi di Lorenzo il Magnifico, la fortezza è stata adibita a prigione ed è ancora oggi sede di un carcere di sicurezza. Oggi, dopo oltre cinque secoli, il pubblico può visitare solo la Torre del Maschio (da aprile a novembre), grazie alla recente ristrutturazione che ne ha valorizzato la sua bellezza architettonica.
Nella meravigliosa cornice di Piazza dei Priori si può salire sulla Torre del Palazzo dei Priori, aperta alle visite tutto l’anno. Il Palazzo dei Priori è il più antico palazzo comunale della Toscana. Non a caso fu scelto come modello per Palazzo Vecchio a Firenze. Dall’alto della torre pentagonale, che sovrasta il palazzo con due ripiani merlati, si gode una vista mozzafiato su Volterra e sulla val di Cecina.

E proprio la Val di Cecina sarà l’ultima tappa del nostro itinerario. Più precisamente la Rocca Sillana, vicino a Pomarance.
Sorge oggi isolata su un’altura impervia e circondata da una fitta boscaglia. In realtà è un sito ricco di storia, densamente abitato durante il medioevo, che controllava un vasto territorio. La tradizione fa derivare il nome da quello del generale romano Silla che assediò Volterra. E’ probabile invece che il nome derivi dal latino “silvanus” ossia “boscoso”. La Rocca è accessibile solo a piedi. Visite guidate in estate a cura del Consorzio Turistico Volterra.