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Descrizione

  • Lunghezza totale (km): 75
  • Percorribilità: auto, camper, moto, vespa, bici

Itinerario: San Miniato, Forcoli (Palaia) – Ghizzano (Peccioli) – Volterra

Quel tratto di territorio pisano che da San Miniato tocca Palaia e Peccioli per poi spingersi a sud fino alle balze di Volterra, può essere ribattezzato la via dei tartufi. Perché in queste terre di antica origine tufacea il pregiatissimo tartufo bianco, ma anche altri tartufi (il bianchetto, lo scorzone e perfino il nero), trovano il loro habitat ideale.

Attorno al prezioso tubero è cresciuta nei secoli una vera e propria civiltà del tartufo, con le sue regole, i suoi codici di comportamento, i suoi metodi di ricerca, la sua orgogliosa identità locale. Non a caso qui sono presenti ben due Associazioni di Tartufai: una a San Miniato e l’altra in Alta Val di Cecina, e sempre qui sono nate aziende di consolidata tradizione, alcune a conduzione familiare, altre più strutturate. Dove si cavano i tartufi grazie all’uso di vanghini o piccozze realizzati in genere a mano e al fondamentale contributo dei cani che fin da piccoli sono addestrati a questa difficile ricerca.

L’itinerario parte da  San Miniato, luogo di eccellenza del tartufo bianco e un tempo tappa obbligata dei pellegrini lungo la Via Francigena. San Miniato vanta un bel centro storico, con un interessante patrimonio artistico e un ricco calendario di eventi. Qui è nata una delle prime Associazioni del Tartufo in Italia, quella dei Tartufai di San Miniato allo scopo di favorire la raccolta e valorizzazione del tartufo.

E qui si svolge ogni anno la Mostra Mercato Nazionale del Tartufo Bianco per tre fine settimane di novembre dove si danno appuntamento le altre eccellenze del territorio, come il vino e gli altri prodotti dell’Associazione Vignaioli, o realtà importanti come la Savitar, che da oltre 50 anni si dedica a questa attività, trasformando tartufo bianco e nero in crema di formaggi, salumi e pecorino, aceto e olio, tutti al tartufo. L’azienda organizza nel fine settimana anche una caccia nel Parco del tartufo presso Villa Sonnino. che da villa di famiglie nobili si è trasformata in struttura ricettiva e location per matrimoni ed eventi.

Il clou della mostra mercato a San Miniato è preceduta dalle sagre nei paesi vicini di Corazzano, Cigoli, Balconevisi (qui addirittura con un curioso palio del papero) e Ponte a Egola.Il clima, il terreno, la vegetazione fanno sì che anche la vicina Palaia sia zona del Tartufo Bianco. Uno studio dell’Università di Pisa ha fatto nascere qui la prima Carta di Identità del Tuber Magnatum Pico (nome latino del tartufo bianco) e del Tartufo Bianchetto o Marzuolo (da gennaio a aprile).
La storica azienda  Savini Tartufi vicino Forcoli, si occupa di tartufo da quattro generazioni, offre “esperienze” come degustazioni guidate, pranzi o cene, caccia col cane nel bosco. Nei locali è allestito uno spaccio vendita di prodotti aziendali e un piccolo museo di famiglia.

Si consiglia una visita al grazioso borgo medievale di Palaia, con la pieve romanica di San Martino. Lungo la strada panoramica tra oliveti e vigneti meritano una sosta i due paesi disabitati di Villa Saletta  e Toiano, oppure Montefoscoli che ospita un caratteristico Museo della Civiltà Contadina e lo strano Tempio di Minerva Medica. con simboli massonici ed esoterici che rimandano a personaggi misteriosi e affascinanti.

Spostandosi a Ghizzano, l’azienda a conduzione familiare i Tartufi di Teo, ha realizzato una filiera corta al tartufo  proponendo l’esperienza di una caccia al tartufo con il proprio cane nelle tartufaie naturali dei boschi con la degustazione finale in azienda.
Nel borgo, non dimenticate di visitare il caratteristico Giardino sonoro della omonima Tenuta. Si consiglia anche una sosta a  Peccioli:  tra i “chiassi” e le piazzette si snoda un innovativo percorso di arte contemporanea e un’offerta per gli amanti dell’arte di ben quattro musei. Per i bambini, invece, i percorsi del parco avventura urbano “Pecciolo Avventura” e, appena fuori dal paese, il Parco Preistorico

Ultima tappa Volterra, dalla storia millenaria che risale all’epoca degli Etruschi e città famosa anche per la lavorazione dell’alabastro. L’associazione tartufai dell’alta Val di Cecina, che riunisce i tartufai di Volterra e dei comuni limitrofi, ha come scopo la conservazione e la tutela di questi terreni.  E che ogni anno organizza la rassegna gastronomica Volterra  Gusto, che celebra il tartufo marzuolo, quello nero e quello bianco in tre distinti periodi dell’anno.  Una passeggiata nel centro storico di questo gioiello è un vero e proprio tuffo nel passato, magari utilizzando la Volterra Card per visitare le principali attrazioni da soli, in coppia o con la famiglia.

Queste aziende propongono un’esperienza: quella delle ‘battute’ al tartufo in compagnia del tartufaio e dei suoi cani. Il tartufaio deve essere bravo a scegliere il momento giusto per la raccolta, deve conoscere benissimo il proprio territorio e, soprattutto, deve avere un rapporto speciale con il proprio cane. Il tartufaio addestra il cane fin dal sesto mese d’età, giocando con lui in modo che la ricerca del tartufo diventi a sua volta un’attività ludica.

Info: 0571.42745
San Miniato Promozione