• Lunghezza totale (km): 75
  • Percorribilità: auto, camper, moto, vespa, bici

Quando parliamo della “via dei tartufi ci riferiamo a quel tratto di territorio pisano che da San Miniato tocca Palaia e Peccioli, per poi spingersi a sud fino alle balze di Volterra. In queste terre di antica origine tufacea, il pregiatissimo tartufo bianco – ma anche altri tartufi, come il bianchetto, lo scorzone e perfino il nero – trovano il loro habitat ideale.

San Miniato

San Miniato

San Miniato

L’itinerario parte da San Miniato, “capitale” del tartufo bianco, un tempo tappa obbligata dei pellegrini lungo la Via Francigena.

Il borgo vanta un bel centro storico, con un interessante patrimonio artistico e un ricco calendario di eventi. Qui è nata una delle prime Associazioni del Tartufo in Italia, quella dei Tartufai di San Miniato, che ha lo scopo di favorire la raccolta e la valorizzazione del tartufo.

Tra gli eventi da non perdere, c’è quello con la Mostra Mercato Nazionale del Tartufo Bianco, che si svolge ogni anno a Novembre e che viene preceduta dalle sagre nei paesi vicini di Corazzano, Cigoli, Balconevisi (qui con un curioso palio del papero) e Ponte a Egola.


Palaia

Il clima, il terreno, la vegetazione fanno sì che anche la vicina Palaia sia zona di Tartufo Bianco. Uno studio dell’Università di Pisa ha fatto nascere qui la prima Carta di Identità del Tuber Magnatum Pico (nome latino del tartufo bianco) e del Tartufo Bianchetto o Marzuolo (da gennaio a aprile).

La storica azienda  Savini Tartufi vicino Forcoli, si occupa di tartufo da quattro generazioni e offre “esperienze” come degustazioni guidate, pranzi o cene, caccia col cane nel bosco. Nei locali è allestito uno spaccio vendita di prodotti aziendali e un piccolo museo di famiglia.

Si consiglia una visita al grazioso borgo medievale di Palaia, con la pieve romanica di San Martino. Lungo la strada panoramica tra oliveti e vigneti meritano una sosta i due paesi disabitati di Villa Saletta  e Toiano, oppure Montefoscoli che ospita un caratteristico Museo della Civiltà Contadina e lo strano Tempio di Minerva Medica con i suoi simboli massonici ed esoterici che rimandano a personaggi misteriosi e affascinanti.

Ghizzano

Ci spostiamo a Ghizzano, dove l’azienda a conduzione familiare i Tartufi di Teo propone l’esperienza di una caccia al tartufo con il proprio cane nelle tartufaie naturali dei boschi, con una degustazione finale.

Nel borgo, non dimenticate di visitare il caratteristico Giardino sonoro della omonima Tenuta. Si consiglia anche una sosta a  Peccioli: tra i “chiassi” e le piazzette si snoda un innovativo percorso di arte contemporanea e un’offerta per gli amanti dell’arte di ben quattro musei.


Volterra

Volterra – ©Guglielmo Giambartolomei

L’ultima tappa è a Volterra, città etrusca con una storia millenaria, famosa anche per la lavorazione dell’alabastro.

L’associazione tartufai dell’alta Val di Cecina, che riunisce i tartufai di Volterra e dei comuni limitrofi, ha come scopo la conservazione e la tutela di questi terreni. Ogni anno organizza la rassegna gastronomica Volterra  Gusto, che celebra il tartufo marzuolo, quello nero e quello bianco in tre distinti periodi dell’anno.

Una passeggiata nel centro storico di questo gioiello è un vero e proprio tuffo nel passato. Potete usufruire della Volterra Card per visitare le principali attrazioni da soli, in coppia o con la famiglia.