/

Descrizione

L’Alta Val di Cecina comprende i Comuni di Castelnuovo Val di CecinaMontecatini Val di CecinaPomaranceMonteverdi MarittimoVolterra. Terra di colline, di boschi e di corsi d’acqua, l’Alta Val di Cecina presenta i segni della millenaria presenza dell’uomo, diffusi in un contesto naturalistico straordinario.

Percorrere la valle regala una sorpresa dietro l’altra: dalla città di Volterra, centro indiscusso delle numerose testimonianze delle civiltà etrusca, romana e medievale, ai numerosi borghi, rocche, castelli, pievi medievali, ai frequenti resti delle attività minerarie, che oggi sono rivolte essenzialmente all’estrazione del sale e al peculiare sfruttamento della Geotermia, ogni località offre occasioni di vista uniche in Toscana.

Questo patrimonio culturale è parte integrante di un complesso mosaico paesaggistico, che offre i tratti tipici della campagna toscana, insieme a colline argillose, estesi affioramenti rocciosi, aspri rilievi e valli profondamente incise, vastissime foreste e corsi d’acqua ad elevata naturalità.

Per maggiori informazioni contattare il Consorzio Turistico di Volterra al 0588 86099, oppure via email: info@volterratur.it

Tramite il sito web Valdicecina Outdoor e i link evidenziati negli itinerari qui sotto potrete accedere a maggiori informazioni sui percorsi e scaricare le mappe gps per percorrerli in totale sicurezza.

Cosa vedere

Grande anello escursionistico della Gola del Rio

DIFFICOLTÀ: E (escursionistico)
LUNGHEZZA: 11,54 km
DISLIVELLO: 657 m

Il percorso consente di scoprire la zona più selvaggia della Foresta del Berignone. Si inizia dall’area di sosta del Capannone, con il sentiero immerso nella lecceta dove è possibile ammirare salti, cascate e piccole marmitte dei giganti. Si attraversano boschi secolari per raggiungere dei suggestivi punti panoramici verso le Colline Metallifere. Una volta ragiunta la fonte della Venella e un’abetina di abete bianco, si scende nella spettacolare valle del Botro al Rio, una forra profonda, scavata dall’acqua. Infine, risaliti sul crinale, l’escursione conduce agli importanti ruderi del Castello dei Vescovi, collocato su uno sperone roccioso.

Link alle informazioni e alla mappa


Croce del masso e Poggio alla Marruca

DIFFICOLTÀ: T (turistico)
LUNGHEZZA: 0,91 km
DISLIVELLO: 50 m

Breve ma suggestivo anello che congiunge l’area di sosta attrezzata in località “Croce del Masso” con la cima del “Poggio della Marruca”. Si cammina sempre sulle rocce verdi, le ofioliti: il sentiero attraversa brevi tratti di pineta che, salendo, lasciano spazio alla macchia mediterranea. Il rilievo si caratterizza per la presenza di un flora peculiare, adattata alle difficili condizioni di sopravvivenza dei terreni poveri di sostanze nutritive. Se vorrete salire in cima al colle (489 m), potrete ammirare la celebre “Valle del Diavolo”, teatro di suggestioni grazie ai fenomeni idrotermali dei lagoni boraciferi.

Link alle informazioni e alla mappa


I versanti settentrionali del Monte Soldano

DIFFICOLTÀ: T (turistico)
LUNGHEZZA: 4,85 km
DISLIVELLO: 153 m

Il sentiero natura si sviluppa all’interno della Riserva Naturale Foresta di Berignone, alle pendici nord-occidentali del Monte Soldano. Si tratta di un tracciato di agevole percorribilità che conduce il visitatore alla scoperta delle numerose testimonianze delle attività agricole e forestali. La visita dei numerosi poderi, ricchi di storia e di suggestioni, delle piccole aree agricole immerse nel bosco, la possibilità di percorrere le antiche mulattiere, circondate da pini e cipressi, e l’osservazione dei monumentali olivi del podere Caprareccia, sono esperienze che avvicinano il visitatore alla comprensione di un paesaggio forestale “costruito” dalla secolare presenza dell’uomo.

Link alle informazioni e alla mappa

 

L’anello della Riserva Naturale di Montenero

DIFFICOLTÀ: E (escursionistico)
LUNGHEZZA: 7,54 km
DISLIVELLO: 559 m

Il percorso natura è dedicato alla scoperta del’aspro rilievo del Montenero e della piccola e stretta valle del torrente Strolla, la cui natura geologica, dominata dall’affioramento delle scure rocce di basalto, ha condizionato le forme del rilievo e l’ecologia complessiva dell’area. Nel breve spazio della Riserva è possibile attraversare freschi boschi di latifoglie, ombrose leccete, dense ed intricate macchie, garighe e prati aridi. Dopo aver attraversato i freschi boschi del Montenero alcuni punti panoramici consentono l’osservazione dell’intera valle e, con un po’ di fortuna, il volo di qualche rapace. A metà percorso l’attraversamento del torrente Strolla rappresenta un punto di particolare bellezza, con una cascata di oltre 30 metri. Più a monte numerose “Cascatelle” e vaste pozze d’acqua si alternano in una stretta forra scavata dal torrente. La seconda metà del percorso consente di ripercorrere alcuni antichi tracciati e di scoprire importanti testimonianze storiche quali la leggendaria Fontedel Latte, i resti del Castello medievale della Nera, ma soprattutto la caratteristica Pieve della Nera, sorta intorno all’anno mille.

Link alle informazioni e alla mappa


Golazze aperte e la Valle del Rivivo

DIFFICOLTÀ: E (escursionistico)
LUNGHEZZA: 11,12 km
DISLIVELLO: 717 m

Il percorso si snoda dal laghetto di Caselli, un’area umida vitale per la fauna selvatica, raggiunge nella parte centrale alcuni dei luoghi più selvaggi della Riserva di Berignone, con scorci panoramici più suggestivi sul territorio interno e verso la costa.

Link alle informazioni e alla mappa


Anello di Corno al Bufalo

DIFFICOLTÀ: E (escursionistico)
LUNGHEZZA: 7,13 km
DISLIVELLO: 631 m

Il sentiero natura permette di esplorare una delle aree più remote della Riserva Naturale con un percorso che si sviluppa intorno al caratteristico rilievo del Corno al Bufalo, arrivando a lambire l’alto corso del torrente Trossa. L’area presenta un elevato interesse naturalistico, legato soprattutto al particolare paesaggio geomorfologico e alle peculiari emergenze vegetazionali e floristiche delle rocce ofiolitiche. Percorrere il sentiero natura permette di scoprire tipi di vegetazione molto diversi: dalle riarse garighe del lato sudoccidentale del Corno al Bufalo alle ombrose leccete ed ai freschi querceti decidui del suo versante nordorientale, in un contesto assolutamente selvaggio nonostante la trascorsa presenza dell’uomo.

Link alle informazioni e alla mappa