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Descrizione

Itinerario: Vecchiano – Pontedera – Bientina – Orentano – Santa Croce sull’Arno 

Come in qualsiasi altra parte d’Italia anche nelle Terre di Pisa gli appuntamenti dedicati al Carnevale coinvolgono molti luoghi della provincia, concentrati soprattutto nell’area del Monte Pisano e del Valdarno. Di seguito presentiamo gli appuntamenti storici e più ricorrenti, invitandovi a essere presenti ad almeno uno di essi, col giusto spirito di poter vivere un momento di vera libertà.

45° Carnevale Vecchianese  
Il Carnevale affonda le radici nel lontano 1927. Per le strade di Vecchiano, chiuse al traffico, grandi e piccini mascherati ballano e cantano per le vie, mentre i carri e il trenino sfilano lentamente con varie soste che consentono ai bambini di salire e scendere. I carri allegorici, in stile viareggino, sono il frutto dell’abile e appassionato lavoro artigianale di maestri della cartapesta e di artisti.
Il primo corso mascherato sarà domenica 26 gennaio 2020.

55° Carnevale dei Ragazzi
Da oltre 50 anni a Pontedera, città dei motori e della Piaggio,si svolge il Carnevale dei Bambini. Si tratta di un Carnevale itinerante che, oltre alla città di Pontedera, coinvolge i paesi vicini di
Santa Lucia. La Borra e il grazioso borgo medievale di Montecastello. Trenino, coriandoli, stelle filanti e tanto divertimento. Le date 2020 sono le quattro domeniche di febbraio; 2, 9, 16 e 23 nonché martedì 25.

82° Carnevale Bientinese
Ogni anno Bientina organizza cinque corsi mascherati con carri allegorici nuovi e ispirati a situazioni locali, alla satira politica o al mondo della fantasia dei più piccoli. Caratteristico è l’allegro trenino che viaggia per il paese. Adulti e ragazzi organizzano uscite in maschera a tema. La sera del Martedì Grasso si assegna il premio al gruppo più originale. A seguire, il Falò del Bientinaccio, un fantoccio che rappresenta lo spirito del Carnevale, ed infine i fuochi d’artificio chiudono l’intera manifestazione. Primo corso il 10 febbraio, a seguire 17 e 24 febbraio, 3 e 5 marzo

65° Carnevale dei Bambini a Orentano
Orentano offre da molti anni uno dei corsi mascherati della Toscana maggiormente apprezzati. I carri allegorici, ogni anno più grandi e numerosi, si ispirano ai personaggi di Walt Disney, e sono realizzati da molti paesani che vi dedicano, di anno in anno, buona parte del loro tempo libero. Musiche, stelle filanti, coriandoli e migliaia di bambini mascherati sono i componenti essenziali per la cornice dello splendido Carnevale, più volte immortalato dalle telecamere della Rai e di TV private. I corsi mascherati si svolgono domenica 2, 9, 16, 23 e martedì 25 febbraio

92° Carnevale Santacrocese
La tradizione del carnevale di Santa Croce sull’Arno risale al 1928, quando alcuni paesani decisero di mascherarsi per ravvivare le giornate invernali. Il Carnevale di Santa Croce non è una tradizionale sfilata di maschere e carri ma un vero e proprio “spettacolo”, in cui centinaia di maschere artigianali, spesso realizzate interamente in pelle (non a caso siamo nel Distretto della Pelle tra i più importanti di Italia) , sfilano nelle vie e nelle piazze del centro storico in un trionfo di colori e coreografie. Una festa popolare autentica in cui l’estro e la fantasia creano maschere uniche per bellezza e originalità. Per tre domeniche (9,16 e 23 febbraio con eventuale recupero il 1 marzo per maltempo) molte iniziative, tra cui concerti, spettacoli itineranti, degustazioni e mercatini

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Perchè il Carnevale ?
L’allegoria è una figura retorica che esprime un concetto attraverso simboli. E il carnevale, anticamente in toscana “carnasciale”, dalla locuzione carne-lasciare (a sua volta, probabilmente derivata dal latino carnem levare, fare a meno cioè della carne), è un evento simbolico: lo è nell’uso del mascheramento, dei carri allegorici pensati, attraverso scenografie concepite sia per denunciare il potere costituente, sia per sbeffeggiare e sfottere un personaggio noto, per sottolineare l’ingiustizia umana, per esaltare i piaceri o i dolori della vita e l’inesorabilità della morte.
In questo contesto il carnevale era un momento di festa sfrenata concessa al popolo il giovedì e il martedì grasso, ossia l’ultimo giovedì e l’ultimo martedì prima dell’inizio della Quaresima, che nella liturgia cattolica segna l’avvio dei 40 giorni di digiuno (senza carne) e penitenza che portano alla Pasqua di Resurrezione. Dunque una festa che mescola il sacro al profano, simbolicamente di rottura, di morte, rigenerazione e rinascita e che, tuttavia affonda le proprie radici in un mondo precristiano, che trova i suoi più antichi riferimenti nelle antiche feste dionisiache della civiltà greca poi traghettati, in quelle romane, dette saturnali. Festa e celebrazione ricca di simbologie che ha resistito per oltre due millenni, mantenendo sempre quella sua originaria natura.