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Descrizione


Itinerario: Vicopisano, Montopoli in Val d’Arno – Santa Maria a Monte- San Miniato
Totale 30 km
Come: in auto, in camper, in bici, in moto, in vespa

Un itinerario nella memoria della storia che ha conosciuto lotte di potere, dure dominazioni e violente rivolte. Un passato di guerre e faide comunali, di battaglie cruente tra Guelfi e Ghibellini, di feroci rivalità che ritroviamo oggi, in forma arguta e pittoresca, nei campanilismi locali ancora molto sentiti. Un itinerario tra rocche, borghi fortificati e castelli che dal Monte Pisano arriva fino alla Val di Cecina.

Un territorio, quello delle Terre di Pisa, a quel tempo assai martoriato, caratterizzato da sistemi difensivi di cui rimangono consistenti tracce sulle cime più alte, essenziali per esercitare il controllo del territorio. Molti borghi dovettero cingersi di mura e fortificarsi per proteggersi dalle frequenti e sanguinose guerre e assedi. Si assistette ad un progressivo spostamento della popolazione da insediamenti in pianura poco protetti verso i borghi in collina più difendibili. Alcuni di essi hanno mantenuto le strutture degli antichi edifici militari, mentre altre sono state rimaneggiate o sono andate distrutte nel corso dei secoli. In questo territorio gli elementi storici non consentono di tracciare un percorso omogeneo. Tuttavia offrono, sparse qua e là, testimonianze di architettura militare che nel periodo delle lotte medievali rivestivano una importanza strategica fondamentale.

L’itinerario inizia dal Monte Pisano che rappresentava nel Medioevo un sistema difensivo ricco di fortificazioni dislocati non solo lungo la linea di confine tra Pisa e Lucca ma anche all’interno del territorio pisano. Ancora oggi sono visibili alcune torri lungo il Serchio che facevano da contrafforti ai vari castelli della zona oggi non più esistenti o in via di recupero, come la Rocca di San Paolino a Ripafratta, aperta  al pubblico in occasioni speciali.

Prima tappa Vicopisano, borgo medievale murato caratterizzato dal profilo della Rocca del Brunelleschi. Progettata dall’architetto Filippo Brunelleschi nel 1438 dopo la conquista di Vicopisano da parte dei Fiorentini, è un magnifico esempio di architettura militare rinascimentale. Era considerata una rocca inespugnabile, grazie ad un geniale sistema di difesa che consentiva di isolare le singole parti della fortezza se fossero cadute in mano al nemico. Nel centro storico di Vicopisano si possono ammirare con una piacevole passeggiata ben 13 torri medievali, tra cui la Torre dell’Orologio,  la Torre delle Quattro Porte e la Torre del Soccorso. Quest’ultima sarà a breve aperta al pubblico, grazie al camminamento di ronda che la collegherà alla Rocca.

Seconda tappa  Santa Maria a Monte, tra i castelli più importanti del Valdarno, aspramente conteso tra Lucca e Firenze, dotato di gallerie sotterranee ancora esistenti e visitabili in occasioni speciali. Il castello di Santa Maria a Monte è conservato principalmente nel suo impianto urbanistico: la caratteristica ed originale conformazione “a spirale”, o meglio a cerchi tangenti in un unico punto, rivela la presenza di tre cerchie murarie, con la Rocca, a pianta poligonale, che dominava sul borgo medievale. Della cinta muraria facevano parte tre torri quadrangolari superstiti, tra cui la torre di nord-est, l’attuale campanile della Collegiata. A Santa Maria a Monte ha vissuto il poeta Giosuè Carducci. La casa della famiglia è diventata museo ed è aperta alle visite.

Terza tappa Montopoli in Val d’Arno. Se adesso resta poco o nulla delle possenti fortificazioni, Boccaccio definiva Montopoli come “castello insigne”. Conteso a lungo tra Pisa e Firenze, non ebbe tregua neanche dopo la storica battaglia di San Romano del 1432, dipinta anche da Paolo Uccello in tre quadri oggi esposti agli Uffizi, al Louvre e alla National Gallery di Londra. Quel che resta sono l’Arco di Castruccio (dal nome del condottiero lucchese Castruccio Castracani) e la Torre di San Matteo, simbolo di Montopoli, che si trova vicino all’interessante Museo Civico Guicciardini. Dalla Torre si gode un panorama che, nelle belle giornate, arriva fino al mare.

Ultima tappa San Miniato, su cui svetta la Torre di Federico II, alta 38 metri  e simbolo del Comune, aperta alle visite tutto l’anno. Fu costruita da Federico II il Barbarossa nel XIII secolo quando scelse San Miniato come sede imperiale in Toscana, grazie alla sua posizione strategica. La città è equidistante da Pisa, Lucca e Firenze e sorgeva in prossimità della Via Francigena. La torre era tristemente famosa come luogo di detenzione per prigionieri politici. Lì venne rinchiuso e accecato Pier delle Vigne, segretario dell’Imperatore, e citato da Dante nella Divina Commedia.