• Lunghezza totale (km): 30
  • Percorribilità: in auto, in camper, in bici, in moto, in vespa
  • Difficoltà: nessuna

Un itinerario alla scoperta di castelli e fortezze tra Pisa e Firenze, nella memoria della storia che ha conosciuto lotte di potere, dure dominazioni e violente rivolte. Un passato di guerre e faide comunali, di battaglie cruente tra Guelfi e Ghibellini, di feroci rivalità che ritroviamo oggi, in forma arguta e pittoresca, nei campanilismi locali ancora molto sentiti.

Ripafratta

L’itinerario inizia dal Monte Pisano che rappresentava nel Medioevo un sistema difensivo ricco di fortificazioni dislocati lungo la linea di confine tra Pisa e Lucca. Ancora oggi sono visibili alcune torri lungo il Serchio che facevano da contrafforti ai vari castelli della zona oggi non più esistenti o in via di recupero, come la Rocca di San Paolino, aperta  al pubblico in occasioni speciali.

Nei dintorni si trovano alcune ville di nobili famiglie pisane e toscane, oltre allo stabilimento termale dei Bagni di Pisa, ex residenza dei Granduchi di Toscana e oggi SPA.


Calci – Rocca della Verruca

La Rocca o Fortezza della Verruca prende il nome dall’omonimo monte cui cui sorge e ha sempre avuto una rilevanza strategica, tanto che era chiamata “l’occhio dei Pisani”. Dall’alto dei suoi oltre 500 metri consentiva di tenere sotto controllo Pisa e il castello di Vicopisano, a sua volta collegato con il castello di Buti a protezione della città dagli attacchi dei nemici, in particolare i Fiorentini. Le fonti documentarie testimoniano l’esistenza della fortezza della Verruca già prima dell’anno Mille.


Vicopisano

Borgo medievale murato caratterizzato dal profilo della Rocca del Brunelleschi. Progettata dall’architetto Filippo Brunelleschi nel 1438 dopo la conquista di Vicopisano da parte dei Fiorentini, è un magnifico esempio di architettura militare rinascimentale. Era considerata una rocca inespugnabile, grazie ad un geniale sistema di difesa che consentiva di isolare le singole parti della fortezza se fossero cadute in mano al nemico.

Nel centro storico di Vicopisano si possono ammirare con una piacevole passeggiata ben 13 torri medievali, tra cui la Torre dell’Orologio (aperta alle visite),  la Torre delle Quattro Porte e la Torre del Soccorso, quest’ultima di grande importanza perché grazie al camminamento di ronda si ricollega alla Rocca.

Santa Maria a Monte

Era tra i castelli più importanti del Valdarno, dotato di gallerie sotterranee ancora esistenti e visitabili in occasioni speciali.  Caratteristica e originale la sua conformazione “a spirale”, che rivela la presenza di tre cerchie murarie, con la Rocca, a pianta poligonale, che dominava sul borgo medievale. Della cinta muraria facevano parte tre torri quadrangolari superstiti, tra cui la torre di nord-est, l’attuale campanile della Collegiata. A Santa Maria a Monte ha vissuto il poeta Giosuè Carducci. La casa della famiglia è diventata museo ed è aperta alle visite.


Montopoli in Val d’Arno

Oggi resta poco o nulla delle possenti fortificazioni, di Montopoli, che Boccaccio definiva come “castello insigne”. Conteso a lungo tra Pisa e Firenze, non ebbe tregua neanche dopo la storica battaglia di San Romano del 1432, dipinta anche da Paolo Uccello in tre quadri oggi esposti agli Uffizi, al Louvre e alla National Gallery di Londra. Quel che resta sono l’Arco di Castruccio (dal nome del condottiero lucchese Castruccio Castracani) e la Torre di San Matteo, simbolo di Montopoli, che si trova vicino all’interessante Museo Civico Guicciardini. Dalla Torre si gode un panorama che, nelle belle giornate, arriva fino al mare.


San Miniato

L’itinerario termina a San Miniato, su cui domina la Torre o Rocca di Federico II, alta 38 metri  e simbolo del Comune. Fu costruita da Federico II il Barbarossa nel XIII secolo quando scelse San Miniato come sede imperiale in Toscana, grazie alla sua posizione strategica. La città è infatti equidistante da Pisa, Lucca e Firenze e sorgeva vicino alla Via Francigena. La torre era tristemente famosa come luogo di detenzione per prigionieri politici. Lì venne rinchiuso e accecato Pier delle Vigne, segretario dell’Imperatore, e citato da Dante nella Divina Commedia.

La Rocca fa parte di un Sistema Museale che consente la visita tutto l’anno a edifici sia civili che religiosi. Oltre alla storia, San Miniato è luogo di eccellenza del pregiato tartufo bianco e città Slow Food.



 

 

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