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Descrizione

Itinerario: Vicopisano, San Miniato, Lari, Lajatico, Volterra, Pomarance

Un itinerario nella memoria della storia che ha conosciuto lotte di potere, dure dominazioni e violente rivolte. Un passato di guerre e faide comunali, di battaglie cruente tra Guelfi e Ghibellini, di feroci rivalità che ritroviamo oggi, in forma arguta e pittoresca, nei campanilismi locali ancora molto sentiti. Un itinerario tra rocche, borghi fortificati e castelli che dal Monte Pisano arriva fino alla Val di Cecina.

Un territorio, quello delle Terre di Pisa, a quel tempo assai martoriato, caratterizzato da sistemi difensivi di cui rimangono consistenti tracce sulle cime più alte, essenziali per esercitare il controllo del territorio. Molti borghi dovettero cingersi di mura e fortificarsi per proteggersi dalle frequenti e sanguinose guerre e assedi. Si assistette ad un progressivo spostamento della popolazione da insediamenti in pianura poco protetti verso i borghi in collina più difendibili. Alcuni di essi hanno mantenuto le strutture degli antichi edifici militari, mentre altre sono state fortemente rimaneggiate o sono andate distrutte nel corso dei secoli. In questo territorio gli elementi storici non consentono di tracciare un percorso omogeneo. Tuttavia offrono, sparse qua e là, testimonianze di architettura militare che nel periodo delle lotte medievali rivestivano una importanza strategica fondamentale.

 

Cosa vedere

L’itinerario inizia dal Monte Pisano che rappresentava nel Medioevo un sistema difensivo ricco di fortificazioni dislocati non solo lungo la linea di confine tra Pisa e Lucca ma anche all’interno del territorio pisano. Ancora oggi sono visibili alcune torri lungo il fiume Serchio che facevano da contrafforti ai vari castelli della zona oggi non più esistenti oppure in stato di abbandono ma soggetti al recupero, come la Rocca di San Paolino a Ripafratta, aperta  al pubblico in occasioni speciali.

Partenza da Vicopisano, borgo medievale murato caratterizzato dal profilo della Rocca del Brunelleschi. Progettata dall’architetto Filippo Brunelleschi nel 1438 dopo la conquista di Vicopisano da parte dei Fiorentini, è un magnifico esempio di architettura militare rinascimentale. Era considerata una rocca inespugnabile, grazie ad un geniale sistema di difesa che consentiva di isolare le singole parti della fortezza se fossero cadute in mano al nemico. Di proprietà privata, è visitabile ogni fine settimana dal 25 marzo fino a fine novembre.
Nel centro storico di Vicopisano si possono ammirare con una piacevole passeggiata ben 13 torri medievali, tra cui la Torre dell’Orologio,  la Torre delle Quattro Porte e la Torre del Soccorso. Quest’ultima sarà a breve aperta al pubblico, grazie al camminamento di ronda che la collegherà alla Rocca.

Seconda tappa San Miniato, su cui svetta la Torre di Federico II, alta 38 metri  e simbolo del Comune, aperta alle visite tutto l’anno. Fu costruita da Federico II il Barbarossa nel XIII secolo quando scelse San Miniato come sede imperiale in Toscana, grazie alla sua posizione strategica. La città è infatti equidistante da Pisa, Lucca e Firenze e sorgeva in prossimità della Via Francigena. La torre era tristemente famosa come luogo di detenzione per prigionieri politici. Lì venne rinchiuso e accecato Pier delle Vigne, segretario dell’Imperatore, e citato da Dante nella Divina Commedia.

Nei dintorni, si segnalano due borghi e antichi castelli medievali che conservano tuttora tracce evidenti e interessanti del loro essere stati teatro di lotta. Il primo è Santa Maria a Monte, dal curioso impianto urbanistico a spirale che pare abbia influenzato perfino Leonardo da Vinci, il secondo è Montopoli in Val d’Arno con l’Arco di Castruccio (dal nome del condottiero lucchese Castruccio Castracani) e la Torre di San Matteo, simbolo di Montopoli,  vicino al Museo Civico Guicciardini.

Ci spostiamo tra le dolci Colline Pisane per la successiva ma significativa tappa è  Lari, città della ciliegiache si presenta con la mole imponente del Castello dei VicariLa rocca, costruita dai Pisani nel XI secolo, aveva conosciuto il suo massimo splendore dopo il XV secolo come sede dei Vicari fiorentini, che amministrarono buona parte dell’attuale provincia di Pisa, anche usando il pugno di ferro, fino al Regno d’Italia. Nel piazzale spicca il Palazzo Pretorio con la facciata ricoperta dai numerosi stemmi dei podestà. Scendendo nelle carceri, nei sotterranei e nella Sala delle Torture si ha un’idea di cosa voleva dire essere rinchiusi in questa fortezza che da fuori appare inespugnabile. Il Castello è aperto tutto l’anno e offre un percorso didattico multimediale adatto alle scuole e alle famiglie. Tanto per non farsi mancare nulla, è location di matrimoni e eventi.

 

Successiva tappa la Rocca di Pietracassiaaccessibile dalla strada che da Lajatico, grazioso borgo medievale e paese natale di Andrea Bocelli, porta ad Orciatico. Lungo la strada si trovano anche due ruderi di mulini a vento (uno è stato restaurato). Da qui si gode un panorama non indifferente fitto di boschi e verdi colline fino alla inconfondibile mole della Rocca di Pietracassia. Si trova a oltre 500 metri di altezza su un enorme masso calcareo: da una fenditura aperta su questo masso sembra derivi il suo nome (Pietra cassa ossia pietra spaccata). Abbandonata da secoli. è considerata uno dei pochi esempi di architettura tardo longobarda della Toscana. Il nucleo più antico è costituito dalla torre d’avvistamento nella parte più alta. Per raggiungerla si deve lasciare l’auto e percorrere a piedi un sentiero, ma la vista ripaga indubbiamente la fatica. Nei giorni di sereno lo sguardo può spaziare dai monti dell’Amiata fino al promontorio di Piombino.

Prossima tappa VolterraNella antica città etrusca, famosa anche per la lavorazione dell’alabastro, è stata recentemente aperta al pubblico la Torre del Maschio all’interno della Fortezza MediceaFin dalla sua costruzione nel XV secolo, ai tempi di Lorenzo il Magnifico, la fortezza è stata adibita a prigione ed è tuttora sede di un carcere di sicurezza. Dopo oltre cinque secoli, il pubblico può oggi visitare la Torre del Maschio (da aprile a novembre), grazie alla recente ristrutturazione che ne ha valorizzato la bellezza architettonica.
Nella meravigliosa cornice di Piazza dei Priori si può inoltre salire sulla Torre del Palazzo dei Prioriaperta alle visite tutto l’anno. Il Palazzo dei Priori è il più antico palazzo comunale della Toscana. Non a caso fu scelto come modello per Palazzo Vecchio a Firenze. Dall’alto della torre pentagonale, che sovrasta il palazzo con due ripiani merlati, si gode una vista mozzafiato su Volterra e Val di Cecina. A Volterra non dimenticate di entrare in una delle botteghe di alabastro per assistere alla lavorazione della “pietra di luce” e magari portarvela a casa come souvenir.

E proprio la Val di Cecina è l’ultima tappa del nostro itinerario.Vicino a Pomarance, si staglia imperiosa la Rocca Sillana, isolata su un’altura impervia e circondata da fitta boscaglia. Non si direbbe, ma è un sito ricco di storia, densamente abitato nel Medioevo, che controllava un vasto territorio. La tradizione fa derivare il nome da quello del generale romano Silla che assediò Volterra. E’ probabile invece che il nome derivi dal latino “silvanus” ossia “boscoso”.  Lo scavo all’interno della Torre ha riportato alla luce materiale ceramico, punte di freccia, frammenti di vetro e una spada, che sono esposti in una sala della Mostra Permanente Guerrieri e Artigiani a Pomarance. La Rocca è accessibile solo a piedi, ma vengono ogni anno organizzate  Visite guidate in estate a cura del Consorzio Turistico Volterra.