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Descrizione

San Miniato, antico centro di origine alto-medievale lungo la Via Francigena, si è conservato quasi intatto nel tempo passando da  sede dell’Imperatore Federico II, sede vescovile e importante città nel Rinascimento. Dal 2000 la città vanta un sistema museale gestito in collaborazione fra il Comune e la Diocesi e costituito da poli espositivi collegati da un percorso che coinvolge il centro storico e non solo.

Info e prenotazioni: sistemamuseale@comune.san-miniato.pi.it / Tel. 348 7187908

Andiamo a vedere di cosa si tratta e cosa offre San Miniato, città del tartufo bianco e dello slow food.

 

 

Cosa vedere

Prima tappa il fulcro e anche il simbolo della città: la Rocca Federiciana, costruita per volere dell’ imperatore  Federico II nel XIII secolo. Una potente fortificazione che permetteva il controllo del territorio fino al mare. Leggenda vuole che dentro la Rocca sia stato recluso e ucciso un prigioniero politico che Dante rese noto nel Canto XIII dell’Inferno, quel Pier delle Vigne che pare avesse ordito contro l’imperatore. Dalla Rocca si gode  una magnifica vista a 360° sul Valdarno e sul territorio circostante.

Scendendo dalla Rocca si arriva in Piazza del Duomo, dove nei locali adiacenti alla Cattedrale si trova il Museo Diocesano d’Arte Sacra, uno fra i primi in Italia. Negli ambienti sono raccolte cronologicamente le opere provenienti da parrocchie della Diocesi, che rappresentano un compendio della pittura toscana dal Trecento al Settecento. Dal Museo si accede alla Torre di Matilde, il campanile della Cattedrale, da cui si gode un altrettanto bel panorama su San Miniato e dintorni.

Tappa successiva il Palazzo Comunale, che conserva all’interno alcune tracce dell’originario palazzo medievale. A piano terra si trova l’Oratorio del Loretino, dove un tempo era custodita l’immagine del SS.Crocifisso (oggi trasferita nella Chiesa vicina) e sostituita dall’immagine della Madonna di Loreto (da qui il nome dell’oratorio). Al primo piano la bellissima Sala delle Sette Virtù, un tempo sede dei 12 difensori del popolo e con affreschi di scuola toscana.

Il percorso prosegue nello storico Palazzo Migliorati, sede dell’ Accademia degli Euteleti, la più antica istituzione scientifico-culturale di San Miniato (sec. XVII), il cui nome significa “uomini di buona volontà”, quindi nel nuovo Museo della Memoria  (MuMe), uno spazio che testimonia gli orrori della Guerra attraverso un itinerario visuale e documentale di episodi che hanno coinvolto direttamente S. Miniato.

 

 

 

Le tappe successive ci portano prima a Palazzo Roffia che ospita la Collezione dell’Arciconfraternita della Misericordia, una raccolta di dipinti e sculture anche di notevole rilievo storico artistico, e poi al Museo del Conservatorio di Santa Chiara, allestito nel monastero omonimo appena fuori l’antica cinta muraria, con opere di maestri toscani dell’arte medievale come l’Empoli, il Cigoli e Deodato Orlandi (lo stesso autore dei magnifici affreschi nella Basilica di San Piero a Grado, vicino a Pisa).

Di grande fascino la successiva tappa della Via Angelica:  si tratta dell’antico sentiero, un tempo utilizzato dai contadini che dalla campagna volevano raggiungere la città, che tocca tre luoghi di forte suggestione artistica: la Chiesa dei SS Jacopo e Lucia, l’Oratorio di Sant’Urbano e la Cappella di San Pietro Martire.

Prima di lasciare il centro storico di San Miniato non si può non entrare in una delle tante botteghe con prodotti tipici e di qualità, dal tartufo al vino di uno dei produttori dell’Associazione Vignaioli, dall’olio di oliva magari del Frantoio Samminiatese, agli insaccati, fino ai cantuccini.

Scendendo verso la Tosco Romagnola, a San Miniato Basso (i cui abitanti sono curiosamente chiamati “pinocchini”) si incontra il Museo Didattico sulla Civiltà della Scrittura, adatto alle famiglie con bambini, che ripercorre le tappe più importanti della storia della scrittura e propone una serie di laboratori per far conoscere l’uso della scrittura nella vita quotidiana dall’antichità fino ai giorni nostri.

Proseguendo verso Ponte a Elsa raggiungiamo l’Area archeologica di San Genesio, un cantiere di scavi di notevole interesse storico, visto che sono stati rintracciati reperti stratificati di un insediamento prima etrusco e poi romano, sorto in corrispondenza della viabilità antica e che nel Medioevo sarebbe confluito lungo il percorso della Via Francigena.