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Descrizione

Il ricchissimo patrimonio architettonico e artistico di Volterra si può riassumere in tre diversi periodi che coprono oltre 2000 anni di storia: il tempo in cui Volterra (Velathri) fu una fra le città (Lucomonie) etrusche di maggiore influenza; quello in cui fu una rilevante città romana degna di avere un anfiteatro e quella medievale, in cui la città andò incontro, attraverso alterne vicende, a una significativa ripresa commerciale prima della definitiva annessione al potere di Firenze a fine XV secolo. Tali momenti di libera espansione e di crescita civile e urbana, hanno lasciato altissime testimonianze archeologiche, architettoniche, artistiche che possiamo ritrovare in antiche zone nevralgiche della città antica e in alcune prestigiose collezioni e musei tematici.

Grazie alla Volterra Card, singoli visitatori e soprattutto le famiglie, hanno l’opportunità di poter visitare con calma (è valida 72 ore) le principali attrazioni che rappresentano oltre 2000 anni di storia: Acropoli e Teatro Romano, Museo Etrusco Guarnacci, Pinacoteca e Museo Civico, Ecomuseo Alabastro, Palazzo dei Priori.

 

Cosa vedere

Prima tappa in senso cronologico dell’itinerario Volterra Card è l’Acropoli Etrusca, che si trova nel parco Archeologico Enrico Fiumi. Gli scavi dell’Acropoli hanno portato alla luce un quartiere dedicato alle attività religiose del VI sec. a.C. L’area conserva i resti un sistema di cisterne, tra cui la cosiddetta piscina augustea. Oltre ad essere la parte più alta della città, era anche il luogo più fortificato dove si trovavano i templi più preziosi e gli edifici più importanti.

Una parte di questo ritrovamento eccezionale si trova nel Museo Etrusco Guarnacci, che è la seconda tappa del nostro itinerario. Il Museo, uno dei principali in Italia, nasce alla metà del Settecento. Il nucleo principale è costituito da circa 600 piccole urne funerarie etrusche, destinate a raccogliere le ceneri dei defunti. Le urne più significative sono in alabastro, materiale facile da modellare e ad essere dipinto. Fra i reperti più famosi vi è lOmbra della Sera, un bronzetto etrusco dalla caratteristica forma allungata e simbolo di Volterra, la Stele di Avile Tite e la meravigliosa Urna degli Sposi.

Tappa successiva il Teatro Romano, nell’area archeologica di Vallebuona, una zona coinvolta in epoca romana da un’intensa attività urbanistica, con la costruzione di un grande complesso monumentale composto da un teatro e da un impianto termale, costruiti in epoche diverse, di cui oggi è possibile visitare i resti. L’ edificio teatrale di età imperiale è uno dei più belli e meglio conservati d’Italia: sono tuttora visibili le file di sedili dei settori centrali ed inferiori che erano stati costruiti su un pendìo naturale. L’orchestra a forma di semicircolo era in origine rivestita di marmi. Il teatro è utilizzato per eventi e concerti, soprattutto in estate con il Festival Internazionale.

 

Proseguiamo l’itinerario passando dai Romani al Medioevo. Siamo nella meravigliosa cornice di Piazza dei Priori, nel cuore del centro storico,  del cui passato splendore sono testimonianza gli edifici che vi si affacciano. Il più antico è il Palazzo dei Priori, attuale Municipio, la cui costruzione fu completata attorno alla metà del XIII secolo. Al primo piano si apre la splendida Sala del Consiglio Comunale con affreschi di scuola toscana. Al di sopra del corpo principale, svetta la Torre che rende il palazzo più simile a una fortificazione che a un edificio pubblico, e dalla quale si gode una vista mozzafiato su Volterra e la Val di Cecina.

Prossima tappa la Pinacoteca e Museo Civico, nel Palazzo Minucci Solaini, dove sono esposti dipinti provenienti da chiese e monasteri della città, sia di epoca medievale che rinascimentale. Sala per sala, si scoprono conservate statue lignee, ceramiche medievali, un ricco assortimento di monete. Tra i quadri più noti la Deposizione di Rosso Fiorentino, mirabile esempio del manierismo fiorentino, un polittico di Taddeo di Bartolo (inizio Quattrocento), una pala del Ghirlandaio, opere di Luca Signorelli  e del pittore fiammingo Pieter De Witte

All’interno della Pinacoteca l’ultima tappa dell’itinerario, come un fil rouge che lega Volterra da secoli alla lavorazione di una pietra preziosa conosciuta ed apprezzata già dagli Etruschi: l’alabastro. Nella medievale casa-torre Minucci è stato allestita una sezione  dell’ Ecomuseo dell’alabastro, un museo ambientale che mostra un percorso diacronico che dalla cava di pietra nella zona di Castellina Marittima si sposta a Santa Luce e arriva a Volterra come terminal della sua produzione e commercializzazione.

 

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Offerte

Etruschi, Romani, Medioevo e Rinascimento in una sola card al costo di € 16,00 singolo intero, e di € 24,00 a famiglia (2 adulti con bambini.

Se pensi che ne valga la pena, puoi acquistarlo all’Ufficio Informazioni in Piazza dei Priori, gestito dal Consorzio Turistico di Volterra e Valdicecina: 0588.86099 (www.volterratur.it)