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Descrizione

Itinerario: Buti, Vicopisano, Calci, Molina di Quosa, Chianni e Castelnuovo Val di Cecina
Periodo : autunno, da ottobre a dicembre

Nelle Terre di Pisa la superficie dedicata a castagno da frutto non è la più importante per estensione in Toscana, come per la Garfagnana o la Lunigiana  Tuttavia, la conformazione del territorio caratterizzato da pianure e dolci colline si fa in alcune zone più montuoso raggiungendo quasi 1000 metri, condizione ambientale ideale per il castagno, che in autunno srotola il tappeto dei suoi frutti. Insieme ai funghi, le castagne sono uno dei prodotti che associamo al bosco.

Tre aree in particolare, da nord a sud delle Terre di Pisa, sono ricche di castagni: i Monti Pisani. le colline della Valdera e i boschi della Val di Cecina. Per secoli gli abitanti si sono affidati alle proprietà nutritive della polpa tenera e farinosa delle castagne ma ricca di calorie, largamente utilizzata come farina, tanto da meritare l’appellativo di “pane dei poveri”.

Chi preferisce andare in un castagneto può unire il piacere di raccogliere le castagne con quello di una passeggiata tra i sentieri, imbattendosi in luoghi o borghi poco noti ma ricchi di storia come Buti e Calci alle pendici del Monte Pisano, tra Pisa e Lucca.

L’itinerario parte proprio da Buti, ai piedi del Monte Pisano, prosegue parallela alla Strada dell’Olio attraversando Vicopisano per raggiungere Calci con la splendida Certosa Monumentale e l’adiacente Museo di Storia Naturale fino ad arrivare nel paese di Molina di Quosa, nei pressi di San Giuliano Terme dove si trovano i Bagni di Pisa, nell’Ottocento ambìto luogo di soggiorno dell’aristocrazia europea e dei Granduchi di Toscana e oggi rinomata SPA con piscina termale.

Ottobre è il mese delle principali feste dedicate alla castagna, come Castagnalandia a Castelnuovo Val di Cecina , la sagra a Orciatico vicino a Lajatico (il paese natale di Andrea Bocelli) oppure del “marrone di Rivalto” vicino a Chianni in Valdera. Rivalto è anche un grazioso borgo di origine medievale dove nacque Giordano da Rivalto, predicatore e teologo del sec. XIV, tra i primi ad utilizzare gli occhiali da vista inventati (si dice) dal frate pisano Alessandro Della Spina.