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Descrizione


Itinerario: Buti, Vicopisano, Calci, Molina di Quosa, Rivalto (Chianni) 

Totale 40 km
Come: in auto, in camper, in vespa o moto

Periodo : da ottobre a dicembre

Nelle Terre di Pisa la superficie dedicata al castagno da frutto non è la più importante per estensione in Toscana, come per la Garfagnana o la Lunigiana  Tuttavia, la conformazione del territorio caratterizzato da pianure e dolci colline si fa in alcune zone più montuoso raggiungendo quasi mille metri, condizione ambientale ideale per raccogliere i suoi frutti, ossia le castagne. Che possono essere mangiate lesse (ballotte), arrosto (caldarroste) oppure come farina nel castagnaccio e nelle frittelle (i toscanissimi “necci” o “ciaccini”), magari accompagnate da ricotta fresca.

Per secoli gli abitanti si sono affidati alle proprietà nutritive della polpa tenera e farinosa delle castagne ma ricca di calorie, largamente utilizzata come farina, tanto da meritare l’appellativo di “pane dei poveri”. La tradizione della raccolta delle castagne è inoltre strettamente collegata alla lavorazione del legno dell’albero, spesso tra le fonti di reddito principali della popolazione locale. Sul Monte Pisano, ad esempio, si coltivavano i castagni fin dai tempi della Repubblica Pisana, ancor prima che nel Cinquecento si diffondesse l’uso dei “cannicci” o “metati”, dove le castagne venivano ammassate ed essiccate.

L’itinerario parte proprio ai piedi del Monte Pisano, dall’ex castello medievale di Buti, dove si trova una bella medicea. Prosegue lungo la Strada dell’Olio attraversando il grazioso borgo medievale di Vicopisano con la Rocca del Brunellechi e le sue 13 torri, prima di raggiungere Calci che vanta due piccoli gioielli: la splendida Certosa Monumentale e il Museo di Storia Naturale  con l’acquario di acqua dolce più grande d’Italia.

Si prosegue fino al paese di Molina di Quosa, vicino a San Giuliano Terme dove si trovano i Bagni di Pisa, luogo di soggiorno dell’aristocrazia europea e dei Granduchi di Toscana e oggi SPA con piscina termale.
Nei dintorni un sistema di ville e dimore storiche, molte delle quali adibite a strutture ricettive, ristoranti e perfino da esposizione di costumi da teatro come quelli della Fondazione Cerratelli.

Dal Monte Pisano ci spostiamo in Valdera, nel borgo di Orciatico vicino a Lajatico (il paese natale di Andrea Bocelli) dove si trovano i resti di due mulini a vento e della massiccia mole della rocca di Pietracassia. Il tutto circondato da boschi di macchia mediterranea e di castagno, un tempo anche qui elemento essenziale dell’economia della popolazione.

Ultima tappa Rivalto, vicino a Chianni. Il suo nome non dice nulla, in realtà ha dato i natali a Giordano da Rivalto, predicatore del sec. XIV, tra i primi ad utilizzare gli occhiali da vista inventati dal frate pisano Alessandro Della Spina. Il paese è famoso per il suo “marrone” , una castagna prodotta non in grande quantità e per questo molto rinomata in quanto ha caratteristiche organolettiche ancora più accentuate e una assoluta genuinità.

Ottobre è il mese ideale per le sagre gastronomiche dedicate alla castagna o al marrone. Date un’occhiata alla sezione Eventi del sito per il calendario aggiornato.