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Descrizione

Itinerario: San Piero a Grado, Cascina, San Casciano, Zambra, Vicopisano, Calci, Rigoli, Pugnano e Vecchiano

Il romanico pisano è lo stile architettonico che si sviluppò al tempo di Pisa ricca e potente Repubblica Marinara nei cantieri di Piazza del Duomo con la costruzione della Cattedrale e del Battistero. Da lì si estese in Toscana fino alla Sardegna e alla Corsica. Gli edifici religiosi intorno a Pisa, soprattutto lungo il Monte Pisano, sono infatti caratterizzati da pievi e chiese in stile romanico pisano costruiti tra i secoli XI e XII. Lo stile romanico, a imitazione dei più antichi edifici romani, prediligeva la pietra e il marmo come materiali da costruzione, utilizzava arcate cieche decorate da losanghe e presentava la facciata decorata da loggette ispirate dall’architettura lombarda, ma moltiplicate su ordini diversi. Tra le caratteristiche dello stile il motivo della losanga, derivato da modelli islamici, e la bicromia a fasce alternate sulle pareti ripresa da modelli della Spagna musulmana.

Cosa vedere

Il nostro itinerario parte fuori Pisa, dalla maestosa Basilica di San Piero a Grado, la più antica testimonianza dell’età cristiana costruita in prossimità di un approdo di epoca romana dove secondo la tradizione San Pietro sarebbe sbarcato nel 44 d.C. durante un viaggio a Roma. La struttura fu costruita nel secolo XI sui resti di una precedente basilica paleocristiana. Le pareti delle navata centrale conservano begli affreschi del pittore Deodato Orlandi con storie dei Santi Pietro e Paolo. La basilica è     anche location di matrimoni.

L’itinerario prosegue nella piana pisana dell’Arno, tra Pisa e Pontedera.

Prima tappa Cascina, dove nel medioevo si svolse una battaglia decisiva per le sorti della guerra tra Pisa e Firenze. Nel centro storico spicca la Pieve di S. Maria Assunta, costruita in stile romanico pisano su una chiesa preesistente del sec. VIII. La parte inferiore della facciata presenta cinque arcate, quella superiore tre. L’interno a pianta basilicale con tre navate e abside centrale ha conservato la semplicità del tipico impianto romanico. Il campanile massiccio e quadrato è stato ricostruito staccato dalla chiesa.

Poco fuori Cascina, in località San Casciano, un autentico gioiello: la Pieve dei SS Cassiano e Giovanni, menzionata fin dal 970. Nei lavori di ristrutturazione di fine XII secolo intervenne Biduino, uno dei massimi rappresentanti della cultura artistica del tempo, autore dell’architrave del portale centrale raffigurante scene del Vangelo. L’edificio presenta all’esterno un’alta qualità di sculture architettoniche, come i leoni posti agli spigoli. L’interno a schema basilicale ha tre navate divise da colonne e abside semicircolare.

Tornando verso Pisa, in località Zambra, un altro gioiello sconosciuto: la Pieve di San Jacopo che sorge vicino alla sponda dell’Arno. E’ uno dei rari esempi di chiesa alto medievale in Italia. La facciata presenta tre fasi murarie diverse, mentre l’interno conserva iscrizioni longobarde e affreschi paleocristiani con motivi di pesci. L’edificio ha una navata con l’originale assetto di aula rettangolare e unico abside.

Attraversando il ponte sull’Arno, si prende in direzione Vicopisano, borgo murato di origine medievale famoso per le sue case torri e soprattutto per la Rocca costruita dal Brunelleschi.

Appena fuori dal borgo di Vicopisano si trova la Pieve di Santa Maria (secolo XII), un esempio ben conservato di romanico-pisano, caratterizzata da una pianta basilicale con abside unica e facciata a due ordini sovrapposti. L’interno, diviso in tre navate con colonne in granito e capitelli medievali, conserva la bella scultura lignea della “Deposizione della Croce” con affreschi, fonte battesimale e acquasantiera, la statua in legno del Battista della scuola dei Pisano.

A 1 km da Vicopisano la Pieve di San Jacopo in Lupeta, di epoca longobarda come riporta l’iscrizione sul portale. La facciata, in pietra calcare “verrucana”, mostra degli interessanti elementi decorativi, mentre il campanile ha una struttura simile ad una torre di difesa. L’interno con pianta a T, ha navata unica ed è senza abside. La chiesa è aperta in occasione della festa di San Jacopo (25 luglio) durante la quale si svolge una processione religiosa notturna che parte dalla Pieve di Santa Maria.

Sulla strada che da Vicopisano porta a Calci si trova la Pieve di Santa Giulia (sec. XI) che guarda dal basso la rocca di Caprona, citata da Dante nella Divina Commedia. L’edificio attuale, risultato di molteplici fasi costruttive, ha una facciata semplice ma con motivi di animali e vegetali. L’interno ha il fonte battesimale ottogonale in pietra e un organo del sec. XVIII.

A Calci, non lontano dalla Certosa Monumentale e dal Museo di Storia Naturale, merita una visita la Pieve dei SS Giovanni ed Ermolao, risalente a fine del sec. XI e   portata a termine dalla contessa Matilde di Toscana. Presenta la facciata divisa da due ordini di arcate cieche con motivi geometrici tipici dell’architettura pisana. Sulla sinistra si alza il campanile incompiuto, in pietra e mattoni. Interno a tre navate con fonte battesimale attribuito alla scuola di Biduino.

Usciti da Calci si prende per la graziosa località termale di San Giuliano Terme e poi si prosegue lungo la antica strada pedemontana che, prima dell’apertura del Foro, collegava Pisa con Lucca. Qui si trovano importanti esempi di romanico-pisano.

Si inizia con la Pieve di San Marco, in località Rigoli, l’unica del territorio a pianta basilicale a tre navate, ognuna con abside semicircolare. L’edificio presenta i caratteri dell’architettura del sec. XI più evidenti nella parte dell’abside. L’interno vanta una vasca battesimale di scuola lombarda. La pieve è location di matrimoni.

Si prosegue con la Pieve di Santa Maria in località Pugnano. Attestata nel sec. XI ma di probabile origine longobarda, l’austera pieve presenta un insolito impianto a due navate di cui solo la maggiore con abside. Separata dalla pieve si alza l’imponente torre campanaria, ricostruita dopo la distruzione operata dai Nazisti nel 1944, con elementi architettonici diversi dall’antico campanile che serviva da torre di difesa.

L’itinerario termina a Vecchiano, con la Chiesa di Sant’Alessandro, attestata già nel 1104 ma che purtroppo ha subito profonde trasformazioni nel corso dei secoli, come dimostra l’utilizzo di materiale diverso e la presenza di vari elementi architettonici. Di fronte si innalza il massiccio campanile a base quadrata impreziosito da eleganti bifore e trifore che culmina con merlature guelfe.