/

Descrizione

Itinerario : Santa Luce, Castellina Marittima, Volterra

La memoria dell’antica tradizione dell’alabastro è oggi conservata nelle tre sedi dell’Ecomuseo dell’alabastro, dislocate tra Castellina Marittima, Santa Luce e Volterra.
Visitare l’Ecomuseo significa comprendere a pieno come questa pietra traslucida abbia profondamente influenzato l’economia e quindi la vita di intere comunità. Castellina Marittima rappresenta la fase dell’escavazione, Santa Luce quella di archivio dei documenti, Volterra quella legata alla lavorazione e alla commercializzazione

Cosa è l’alabastro: L’alabastro è una roccia di origine gessosa che si è originata dalla sedimentazione di grandi quantità di solfato di calcio presenti nelle acque marine circa 60 milioni di anni fa in territori sconvolti da fenomeni vulcanici e tettonici. Gli Etruschi avevano già saputo approfittare, fin dall’VIII secolo a.C., della bellezza di questa pietra chiarissima. Insieme agli Egizi, erano stati i primi a capire che lavorando l’alabastro potevano dar vita a raffinate decorazioni, nel loro caso rivolte a ornare i monumenti funerari. La sua lavorazione si interruppe per secoli fino a metà Cinquecento, quando gli artisti volterrani iniziarono a produrre oggetti religiosi per le chiese in città, attingendo alabastro dalle cave di Castellina Marittima. A fine Settecento la lavorazione dell’alabastro ricevette una spinta decisiva: si moltiplicarono i laboratori e i commercianti, dopo lunghi viaggi all’estero, ottennero importanti commissioni e coinvolti tutti gli artigiani del paese. Oggi, l’artigianato dell’alabastro è ancora una realtà produttiva importante per Volterra, pur se seriamente compromessa dalla crisi economica.

Prima tappa Santa Luce: il punto museale, ospitato nell’ex palazzo municipale, è un archivio d’area che riporta la documentazione relativa alla escavazione nelle cave di alabastro. Per recuperare questa pietra si costruivano vere e proprie gallerie sotterranee scavate con esplosioni talvolta pericolose, ma che garantivano l’estrazione di ovuli quasi perfetti da destinare alla lavorazione. Per gli amanti della natura o del birdwatching si suggerisce una visita alla vicina Riserva Naturale LIPU, luogo ideale per famiglie con bimbi.

Seconda tappa Castellina Marittima: Il punto museale centrale presso l’ex Palazzo Opera “Massimino Carrai” propone un itinerario della escavazione. Nella valle del torrente Marmolaio si trova la cava del Massetto, l’unica cava in galleria ancora esistente di “Scaglione” (una delle migliori qualità di alabastro), messa a norma ed utilizzata per escavazioni o per la visita turistica.
Castellina Marittima è luogo anche di belle escursioni a piedi o in bicicletta, lontano dal traffico della costa tirrenica.

Ultima tappa Volterra: la sede dell’Ecomuseo dell’Alabastro è allestito nella medievale casa-torre Minucci (la stessa della Pinacoteca). E’ un particolare “museo di archeologia commerciale” che dagli Etruschi porta ai tempi nostri, con  le sue problematiche specifiche: dal reperimento della pietra agli stili degli scultori, fino ai ricchi mercanti viaggiatori che nell’Ottocento ne diffusero la sua conoscenza in tutto il mondo producendo comunque di riflesso un beneficio economico alla città e al territorio.
Un esempio è l’attuale Palazzo Viti, costruito a fine Cinquecento dal nobile volterrano Attilio Incontri. Il Palazzo fu acquistato nel 1850 dalla famiglia Viti, che ancora ne è proprietaria, grazie alla enorme fortuna economica del mercante di alabastro Giuseppe Viti. Il palazzo, le cui 14 sale sono aperte al pubblico, fu scelto come set del film di Luchino Visconti “Vaghe Stelle dell’Orsa” con Claudia Cardinale e Jean Sorel (1964), vincitore del Leone d’Oro al Festival cinematografico di Venezia.
L’itinerario si conclude al Museo Etrusco Guarnacci. Il nucleo principale è costituito da circa 600 piccole urne funerarie etrusche, destinate a raccogliere le ceneri dei defunti. Le urne più significative sono in alabastro, materiale facile da modellare e da essere dipinto.

Non resta che portare a casa un ricordo della “pietra di luce” dalle botteghe artigiane nel centro storico. Come quelle che aderiscono alla Associazione Arte in Bottega o alla Cooperativa Artieri di Alabastro Andando magari a cercare quella dove ancora si respira un’atmosfera che riporta al passato, assistendo in diretta alla creazione di qualche oggetto o scultura.

Info: 0588.86099
Consorzio Turistico Volterra