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18/04/2022
ore: 10:00 - 20:00

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Palazzo Blu
Lungarno Gambacorti, 9
Pisa


Keith Haring a Palazzo Blu. Pisa rende omaggio all’artista con una mostra in programma dal 12 novembre 2021 al 18 aprile 2022.

Un focus su Tuttomondo

©Archivio Frassi, Fondazione Pisa, Palazzo Blu

L’esposizione – organizzata da Fondazione Pisa e da Mondomostre e curata da Kaoru Yanase, Chief Curator della Nakamura Keith Haring Collection in Giappone – si concentra sull’arte e la vita dello street artist, con un’attenzione particolare a “Tuttomondo”, il murales che Haring realizzò proprio a Pisa nel 1989.

Il progetto nacque da un incontro casuale tra l’artista e il giovane studente Piergiorgio Castellani avvenuto a New York nel 1987. Castellani propose ad Haring di realizzare qualcosa di grande in Italia e l’artista accettò, fu così che prese forma il “Keith Haring Italian Project”. 

Il monumentale dipinto, che occupa una superficie di 180 metri quadri, è divenuto negli anni una delle grandi attrazioni della città di Pisa, custode di una delle ultime grandi opere dell’artista: un inno alla gioia che tutt’oggi è considerato il suo testamento artistico. 


Oltre 170 opere in esposizione

La mostra, suddivisa in 9 sezioni, presenta per la prima volta in Europa una ricca selezione di opere, oltre 170, provenienti dalla Nakamura Keith Haring Collection, la collezione personale di Kazuo Nakamura, che si trova nel museo dedicato all’artista, in Giappone.

Fanno parte della collezione, e sono in mostra a Pisa, opere che vanno dai primi lavori di Haring fino agli ultimi, molte serie complete quali Apocalypse (1988), Flowers, (1990) e svariati altri disegni, sculture nonché grandi opere su tela come Untitled (1985).

Ampiamente riconosciuto per le sue opere d’arte dai colori vivaci e giubilanti, i lavori di Haring sono familiari e noti anche a chi non conosce la sua breve parabola artistica perché i suoi omini stilizzati e in movimento, i suoi cuori, i suoi cani e i suoi segni in generale fanno parte del bagaglio di immagini pubbliche e non solo, in tutto il mondo, e sono proprio queste ad averlo reso un simbolo della cultura e dell’arte pop degli anni Ottanta.

 

 

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