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31 Agosto 2019 - 01 Settembre 2019
ore: 17:30 - 23:30

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Centro storico Vicopisano
centro, piazze e luoghi limitrofi
56010 Vicopisano

Un autentico concorso di popolo, come davvero avveniva nel medioevo, quando durante feste del genere, fossero esse legate a una ricorrenza religiosa o a una rievocazione del felice esito di una guerra o di un avvenuto matrimonio del signore del luogo, veniva coinvolta tutta la popolazione del borgo. La festa medievale di Vicopisano, inaugurata nel 1996, non vuol rievocare un episodio specifico bensì nasce con l’intento di rendere omaggio a un passato illustre che tra Medioevo e Rinascimento vide fiorire questo antico castellum nella misura di una piccola città, strategicamente importante in un primo periodo per la Repubblica di Pisa e più tardi per il Granducato di Toscana. Festa dove l’aspetto ludico e ricreativo diventa il fulcro attorno al quale immaginare e reinventare, ma partendo da fonti attendibili e filologicamente credibili, un’atmosfera che porti gli intervenuti a immedesimarsi in quel retaggio epico/cavalleresco che appartiene fortemente al nostro immaginario, con dame, cavalieri, notabili, Signori, armati, musici, giocolieri, artigiani, tavernieri, che entrano a far parte di una scenografia curata nei minimi dettagli. A cominciare dagli abiti, tirati a telaio e cuciti dalle mani abili di sarte locali su modelli antichi, tratti da dipinti, codici o documenti scritti, che permettono un risultato aderente alla realtà storica.

Info: 3485110315  050796581
Ufficio Turismo Vicopisano

24° Festa Medievale | Vicopisano

Breve cronaca di una vista

Si lascia l’auto nei parcheggi esterni al borgo antico e, fatti pochi passi, si entra in una scenografia di suggestiva evocazione. Molti negozi del centro storico sono stati mutati in botteghe artigiane, col maestro che esprime la propria arte per strada o in taverne, con l’oste che serve su piatti di legno, semplici e rustiche vivande. E mentre sei intento a osservare il lavoro al tornio d’un ceramista t’appare la fugace visione d’uno spettacolo di giocolieri e di mangiatori di fuoco; poi fai due passi e assisti a un duello dimostrativo fra cavalieri di diverse fazioni che si fronteggiano in singolar tenzone; poi ti trovi incanalato in un vicolo dove, seduta su uno sgabello di legno, una donna, infilata in una capiente e pesante sottanona, è intenta a impagliare un cesto, mentre riesci a schivare l’urto con un’allegra brigata di musicanti che suona un saltarello medievale con tanto di zufolo, ghironda e ribeca, i più comuni strumenti musicali del tempo.

E laggiù, proprio sotto il poderoso giro murario, su cui svetta la Rocca brunelleschiana, spazia un accampamento di soldati intenti ad affilare le armi, a pulire le armature, a strigliare i cavalli e a controllare i finimenti per l’assedio che l’indomani dovranno affrontare e respingere. E poi, sul fare della sera, proprio sulla sommità del colle, dove si concentrano gli edifici del potere politico, nel piazzale antistante a Palazzo Pretorio, noti un brulicare di donzelle che approntano il desco per il grande convivio riservato ai notabili. La carta dei cibi naturalmente allude, in questo caso con minore filologia e maggior divertimento, al periodo, esponendo i termini della cena in un latinorum d’invenzione che strappa un sorriso, come nel caso di Abundantia de fructis oppure Panem et Rinfuso, Panem cum Lardum, Dulcis de conubium. Un modo dichiaratamente toscano per non rinunciare mai al gusto di una affettuosa ironia.