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DESCRIZIONE

La chiesa dei Santi Ippolito e Cassiano, citata per la prima volta in un documento nel 1119, apparteneva ai possedimenti della vicina Abbazia di San Savino, di cui seguì le sorti prima di essere affidata all’Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano, fino alla soppressione dell’ordine nel 1860. La chiesa fu distrutta nel 1944 dalle mine naziste e ricostruita nel 1946 elevandola a Prioria.

La facciata a capanna, interamente intonacata, è delimitata da due blocchi di pietra che sostengono il timpano triangolare dove è dipinta la croce dei Cavalieri di Santo Stefano.
L’interno ad aula unica mostra nella controfacciata la cantoria con balconata e mensoloni in legno che ospita al centro l’organo a canne di metà Ottocento. Lungo le pareti si fronteggiano due confessionali: quello di destra è utilizzato per l’esposizione dei reliquiari.
L’altare destro, intitolato alla Divina Pastora, accoglie l’immagine seicentesca della Madonna col Bambino e San Giovannino. L’altare sinistro, dedicato al Santissimo Crocifisso, accoglie al centro la croce dipinta del XIII secolo attribuita a Michele di Baldovino, ridipinta da un allievo del Tempesti nel 1792.
La parete al di sopra degli archi e quella di fondo sono decorate con dipinti murali di Luigi Antonio Gaioni, raffiguranti rispettivamente Gesù Cristo in trono e di Dio Padre in gloria, opere del XX secolo.



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