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DESCRIZIONE

Keith Haring ha lasciato a Pisa nel 1989 l’ultima traccia della sua arte: 180 metri quadrati del murales Tuttomondo sulla parete posteriore del convento dei frati “Servi di Maria” della Chiesa di S. Antonio.

Tuttomondo di Keith Haring - ©Guglielmo Giambartolomei

Tuttomondo di Keith Haring – ©Guglielmo Giambartolomei

Il puzzle delle 30 figure

Il tema attraverso il puzzle delle 30 figure è quello dell’armonia e della pace nel mondo. Ogni personaggio rappresenta un diverso aspetto del mondo in pace: le forbici “umanizzate” sono l’immagine della collaborazione concreta tra gli uomini per sconfiggere il serpente, cioè il male, che sta mangiando la testa della figura accanto, mentre la donna con in braccio il bambino rimanda all’idea della maternitĂ .

Il murales pisano di Haring, collocato in un centro urbano, è l’unico progettato come opera permanente alla quale l’artista assegna un titolo. Cosa strana per lui, che era solito realizzare le sue opere in periferie metropolitane e in un solo giorno, mentre a Pisa impiegò una settimana.


Perché Pisa?

Tuttomondo sarebbe in realtĂ  dovuto nascere a Firenze, ma la soluzione non convinceva Haring perchĂ© gli sarebbe stata concessa solo qualche facciata di palazzi periferici, mentre lui voleva stare al centro delle persone, realizzare una performance live in grado di ricollegarsi alla tradizione artistica italiana dell’affresco.

Il Comune di Pisa individuò la location nel muro posteriore del Convento dei Frati Servi di Maria, dietro alla chiesa di Sant’Antonio in pieno centro cittadino.