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DESCRIZIONE

Ricordata come già esistente nel 1032, la chiesa con annesso monastero passò ai monaci vallombrosani intorno agli anni 1090-1092. Si ricordano varie fasi costruttive, una delle quali, databile alla metà del XII secolo, comportò la ristrutturazione del presbiterio, riconsacrato nel 1148.
Intanto si procedeva a completare la facciata secondo il modello di quella di Rainaldo della Cattedrale, dandole una struttura a due spioventi, con lesene, archi ciechi e tarsie marmoree e tre ordini di logge. I rivestimenti marmorei del prospetto nord e del braccio laterale sinistro sono assegnabili alla metà del XIII secolo, mentre la facciata fu completata soltanto nel XIV secolo.
Gli ambienti monastici erano composti da due chiostri: una addossato al lato meridionale della chiesa e l’altro posto dietro l’abside, nei pressi della cappella di S. Agata; entrambi, danneggiati dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, furono demoliti con il campanile.
Dal 1409 il monastero fu dato in commenda, e nel 1565 passò all’Ordine di S. Stefano, sotto il patronato della famiglia Grifoni. La chiesa e l’intero complesso subirono dei restauri nel 1615 e alla metà del XVIII secolo. Nel 1798, soppresso l’Ordine di S. Stefano, la chiesa fu eretta in parrocchia e nel 1853, subì radicali restauri che portarono all’eliminazione degli altari laterali e dell’intonaco, dandole l’aspetto attuale.
Dalla ricca decorazione pittorica murale, cui partecipò nei primi anni del XIV secolo Buonamico Buffalmacco, resta solo un lacerto sul pilastro a sinistra con i Santi Bartolomeo e Francesco. La chiesa conserva anche un sarcofago romano che conteneva le spoglie del giuriconsulto pisano Burgundio (1194) ed una Madonna col Bambino e santi di Turino Vanni (XIV secolo).

La chiesa è stata riaperta al pubblico nell’aprile 2019

Pisa – Chiesa di San Paolo a Ripa d’Arno

L’interno della chiesa si caratterizza per le tre navate su colonne dai bei capitelli classicheggianti (i pilastri sono utilizzati nell’ultima campata) e per l’adozione del sesto acuto sia per gli archi longitudinali della navata che per gli archi trionfali del presbiterio.

Poco distante dall’abside si trova la romanica cappella di S.Agata, a pianta ottagonale e coperta da un’alta cuspide

Nella controfacciata si trova un maestoso sarcofago romano con teste leonine destinato ad accogliere le spoglie di Burgundio, giurista pisano del XII secolo.

CHI ERA BURGUNDIO

Burgundio (chiamato anche Burgundione) è stato un esimio giurista medioevale (insegnò all’università di Parigi e tradusse dal greco al latino la “Fonte della Sapienza” di Giovanni Damasceno e soprattutto, i passi greci del Digesto di Giustiniano) e un importante uomo politico pisano. Fu ambasciatore di Pisa a Costantinopoli e partecipò al Consiglio Laterano del 1179. Conobbe l’Imperatore Federico Barbarossa al quale dedicò la traduzione dal greco “Della Natura dell’uomo” del filosofo greco Nemesio. Morì a Pisa in età molto avanzata.