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DESCRIZIONE

La chiesa, attualmente in restauro, è riconoscibile per il suo originale e alto campanile, che poggia su un arco sospeso, e per le grandi finestre a vetri (1345) in parte risultato di ripristini novecenteschi ai quali partecipò uno dei protagonisti dello stile Liberty italiano, Galileo Chini.

La prima attestazione di una chiesa dedicata a S. Francesco è del 1233 ma è nel 1261 che l’arcivescovo Visconti, riconoscendo l’importante ruolo dei frati predicatori, inaugurò i lavori di ampliamento della chiesa sotto la guida di Giovanni di Simone. Le difficoltà finanziarie legate alle continue guerre distolsero la città dal portare avanti i lavori alla chiesa, che sarà completata solo in epoca medicea.

Alla chiesa hanno lavorato i migliori pittori italiani del XIII e XIV secolo, da Giunta Pisano a Cimabue, da Giotto a Spinello Aretino. Alcune delle loro opere, tra cui due dipinti di Cimabue, sono state sottratte durante l’occupazione napoleonica e oggi esposte al Museo del Louvre di Parigi.

La stessa facciata, interrotta al primo ordine, non lascia intuire la maestosità e la ricchezza di quello che si trova dentro la chiesa, oltre a qualche curiosità… vediamole

 

 

La tomba del Conte Ugolino: una lapide nella seconda cappella a destra ricorda che qui furono sepolte le ossa del Conte Ugolino della Gherardesca e dei suoi familiari, per essere poi trasferite nel chiostro attiguo al quale si accede da una porta sulla parete sinistra. Essendo morto da traditore, il Conte non poteva essere sepolto insieme ai suoi familiari nella monumentale tomba di famiglia all’interno della chiesa. In seguito allo smembramento della tomba, i resti di lui e dei suoi familiari furono posti prima nella seconda cappella a destra dell’altare e poi traslati nel chiostro.

La Sala del Capitolo: chiamata anche Sala di San Bonaventura in quanto il santo vi avrebbe presieduto il capitolo generale dell’ordine nel 1263. La sala è stata affrescata dal pittore di scuola giottesca Niccolò di Pietro Gerini, lo stesso della sacrestia della Basilica di Santa Croce e la Loggia del Bigallo a Firenze.

La tomba di Francesco da Buti: vicino all’ingresso che conduce alla chiesa si trova la Tomba di Francesco da Buti“, erudito politico pisano e primo commentatore della Divina Commedia di Dante.

La Pala Marmorea di Tommaso Pisano, dietro l’altare centrale e raffigurante la Madonna con Bambino Angeli e Sei santi (1370) si distingue con il suo candore dal semplice e austero ambiente della chiesa

 

 

Pisa | Chiesa di San Francesco (in restauro)