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DESCRIZIONE

Secoli fa, queste dolci umide colline erano strette tra il lago di Bientina e il padule di Fucecchio. Non è difficile immaginare che innumerevoli fonti e acque stagnanti si svelino lungo i 180 km di sentieri rimessi a nuovo dall’ Ecoistituto delle Cerbaie: vagando per queste alture imbevute di umidità sembra di trovarsi in un paesaggio incantato, tra scoiattoli, gazze e picchi. Percorrendo a piedi o in bicicletta il tratto della Via Francigena che collega Altopascio a Ponte a Cappiano e traversa Le Cerbaie si prova una sensazione di rilassamento, la stessa che doveva sentire un pellegrino medievale diretto a Roma. Oggi molti giovani e non stanno riscoprendo il fascino di camminare lentamente per decine di km, favoriti dalla diffusione di ostelli e punti di ristoro in prossimità della via dei pellegrini.

Le Cerbaie separano tre province (Pisa, Lucca e Firenze) ma probabilmente molti di coloro che vivono attorno a questo verde tesoro nemmeno sanno quanto sia esteso, fin dove si spinga la macchia. Se sul versante che affaccia su Castelfranco di Sotto e Santa Croce si sono ammassati, nell’arco di milioni di anni, sedimenti trasportati dai fiumi e la strada si inerpica, a nord il rilievo digrada molto dolcemente, così che, provenendo da Altopascio o da Bientina non si ha quasi la sensazione di salire.

Con la parola Cerbaie si intende il complesso collinare di modesta altitudine (max 117 m s.m.) che ha per confini meridionale e settentrionale rispettivamente la Valle dell’Arno e la Piana di Lucca, il Padule di Bientina a ovest, il Padule di Fucecchio a est. Un rilievo caratterizzato da andamenti dolci con ampi altopiani e vaste foreste e praterie nelle quali, seppur a poche centinaia di metri dai centri abitati, accade qualcosa di strano…

D’improvviso appaiono paesaggi e ambienti inconsueti, in cui dietro una quercia monumentale si distende un lago inaspettato con ninfee bianche e gialle, dove le felci reali di milioni di anni fa arrivano fin sopra gli alberi o dove la Drosera rotundifolia, pianta carnivora abituata a cibarsi d’insetti e ragni, si nasconde fra i muschi degli stagni e delle “sfagnete” (torbiere).
Queste sono le Cerbaie, un universo di mondi reali ma predisposti al sogno e all’immaginazione, dove si conservano segreti naturalistici fra i più pregevoli in Toscana e in Italia e grazie ai quali sono state riconosciute ZSC (Zona Speciale di Conservazione) dalla Comunità Europea.

Colline delle Cerbaie vuol dire anche Via Francigena che taglia in due questo territorio da Altopascio a Ponte a Cappiano, storia e preistoria con il Museo di Orentano, gli scavi archeologici nelle sue campagne, le ville medicee come quella delle Pianore e di Poggio Adorno.

Si segnalano alcuni dei Biotopi più rilevanti delle Cerbaie:

  1. la Sfagneta delle Pianore, il gioiello ecologico delle Cerbaie – Santa Maria a Monte. Il luogo, forse, più importante, dal punto di vista naturalistico, delle Cerbaie, dove si conserva la più grande torbiera a sfagno del SIC, relitto delle glaciazioni quaternarie.
  1. la Sfagneta della Sammartina con la Drosera – Fucecchio. La torbiera a sfagno che ospita la celeberrima pianta carnivora, presente, al mondo, solamente in questo minuscolo ambiente.
  1. la Sfagneta del Ghiandone e la valle del Rio di Ponticelli – Santa Croce sull’Arno. La torbiera frammista a praterie umide dove è stata ritrovata, unica stazione nella penisola italiana, la Genziana palustre dai fiori azzurri.
  1. I Boschi selvaggi nell’ex-Opera Pia fra Pinete e Torre – Fucecchio. Una decina di chilometri di percorsi attrezzati persi fra foreste remote, laghetti azzurrini e paesaggi d’altri tempi.
  1. Il Parco Robinson e la valle remota del Rio della Torre – Santa Croce-Castelfranco di Sotto. Dall’area attrezzata più famosa delle Cerbaie, ridiscendere l’inesplorata valle del Rio della Torre con ecosistemi relitti e paesaggi mozzafiato.La ricchezza di questo patrimonio naturalistico si concentra nella Riserva Naturale di Montefalcone, un’area che si estende per 500 ettari nel comune di Castelfranco di Sotto. Vi vegetano specie botaniche rarissime che godono dell’ombra di ontani e abeti bianchi, come la Drosera Rotundifolia, pianta carnivora risalente all’era glaciale, e la Osmunda Regalis, pianta adatta a climi tropicali.

Info: 3403460859
Ecoistituto delle Cerbaie

 

 

 

Le Colline delle Cerbaie