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DESCRIZIONE

A pochi minuti di cammino dal borgo medievale di Orciatico si trovano i ruderi di due mulini a vento (XVII secolo, solo uno restaurato) da cui si gode un panorama che spazia fino alla Rocca di Pietracassia 

I mulini ad acqua sul territorio avevano una potenzialità ridotta: il torrente Fosce e i botri limitrofi usati per l’approvvigionamento delle acque avevano una portata limitata e nel periodo estivo erano spesso in secca. Fu così che nacque l’esigenza di una forma di energia alternativa che permettesse di macinare in ogni periodo dell’anno.

I due mulini a vento rispecchiano le tipologie classiche di questo genere di costruzione: sono fatti a torre con corpo in pietra disposto su due piani e torretta girevole in legno. Sono inoltre stati costruiti a forma circolare (con un diametro interno di circa 4 metri e un altezza di  7 metri) e posizionati in cima al poggio per essere investiti dai venti. Stava all’abilità del mugnaio scegliere lo spiegamento delle vele e l’orientamento delle pale. Il sistema di caricamento del cereale era simile a quello utilizzato per i mulini ad acqua. I limiti dei mulini a vento erano dovuti alla poca potenza sviluppata e alla precarietà delle strutture in legno.