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DESCRIZIONE

Nel 1882, il cavalier Enrico Piaggio, quando fondò l’azienda che ancora porta il suo nome, non poteva immaginare che quella sua iniziale impresa avviata a Sestri Ponente come segheria per il legname, si sarebbe trasformata nell’iconica azienda di Pontedera, produttrice di scooter e di veicoli ancora diffusissimi. Tantomeno poteva prevedere che la Vespa sarebbe nata dopo numerose riconversioni industriali, dopo carrozze ferroviarie, motoscafi, aeroplani e addirittura dopo che gli stabilimenti dell’omonimo nipote furono distrutti dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.
Ma la ricostruzione postbellica, la voglia di novità e, soprattutto, le felici intuizioni dell’ingegnere aeronautico abruzzese Corradino D’Ascanio, diedero vita a questo motoveicolo dalle forme aerodinamiche che planava sulle strade non ancora asfaltate dell’Italia di allora. La forma affusolata fece subito esclamare a Enrico Piaggio: “Sembra una Vespa!”.

Ci fu però un preciso momento in cui la Vespa, da motoveicolo conosciuto soprattutto all’interno dei confini nazionali, divenne simbolo di “Made in Italy” e acquistò una fama tale da essere esposta al MoMa di New York tra le icone del design. L’uscita al cinema di Vacanze romane nel 1953 contribuì profondamente a definire l’idea di Italia nell’immaginario di milioni di americani, attraverso la scoperta di Roma di Gregory Peck e Audrey Hepburn in sella a una Vespa 125 tra clacson e romanesco vociare.
Gli scooter Piaggio nascono ancora oggi, come settantadue anni fa, a Pontedera, cittadina di trentamila abitanti che sorge alla confluenza del fiume Era nell’Arno. È qui che la Piaggio ha trovato la sua casa, è qui che continua a proporre nuovi modelli di veicoli a due, tre e quattro ruote, custodendo con cura nel Museo inaugurato agli inizi del Duemila la memoria di una storia aziendale che va di pari passo con la storia italiana.

Ex aree produttive della Piaggio ospitano un’altra eccellenza di Pontedera, il Polo Sant’Anna Valdera, ovvero un distaccamento della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa che si occupa di ricerca in ambito scientifico-tecnologico, lavorando nei settori della robotica, delle biotecnologie e dell’informatica.
Pontedera, quindi, come incontro di tradizione e innovazione, di passato e futuro nel presente di ingegneri e operai che lavorano con passione, perpetuando il mito del genio italiano. Se il modello di Vespa faro basso ha ancora tantissimi estimatori che ne fanno accurate manutenzioni e che partecipano ai tanti raduni organizzati dai numerosissimi Vespa Club, non è solo per il fascino di un’epoca vicina eppure lontanissima, ma anche per il desiderio di possedere e sfoggiare un oggetto di culto, che ha legato indissolubilmente il suo nome alla città di Pontedera.

Pontedera | L’ Area Piaggio