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DESCRIZIONE

Il legame tra il territorio di Fauglia e le sue ville ha radici che si perdono nei secoli passati. A partire dal Settecento, infatti, si diffuse la tendenza da parte delle nobili famiglie e della nascente borghesia, di acquistare nelle Colline Pisane (e in particolare in questa zona) ville residenziali, ville fattorie o semplici case coloniche.

La vicinanza a Pisa e Livorno rendeva infatti Fauglia un territorio molto ambito per i comodi trasporti dell’epoca rispetto ad altri territori meno facilmente accessibili. Tra fine Ottocento e inizio Novecento possedere una villa qui rappresentava uno status symbol, alimentato dal prestigio di abitare luoghi e paesaggi immortalati e resi celebri dalle pitture dei Macchiaioli e della loro scuola.
In estate e ancor più in autunno le ville si aprivano per l’arrivo dei proprietari, mentre nei campi vicino ferveva il lavoro dei contadini per la vendemmia seguita dalla semina ed infine dalla raccolta delle olive.
Momento di incontro e di socialità erano le feste paesane, tra cui quella di Fauglia a inizio agosto.

Volendo fare un breve resoconto delle ville, oggi abitazione privata o struttura ricettiva e pertanto non visitabili, citiamo Villa Il Poggio (costruita su un nucleo medievale), Villa Corda (in centro paese), Villa Pieri, Villa Giannini, Villa Biasci, Villa fattoria Gioli (ex casino di caccia e luogo di incontro dei pittori macchiaioli), Villa Marcacci, Villa Trovarsi, Villa il Poggione e Villa Gotti Porcinari (a Valtriano, sulle rovine dell’ex monastero)

I Macchiaioli: a metà Ottocento un gruppo di pittori residenti a Firenze lasciò la città per recarsi verso borghi di campagna allo scopo di mettere in pratica le nuove teorie che avevano elaborato in lunghe discussioni artistiche al Caffè Michelangelo: era il movimento dei Macchiaioli. Con questo termine si indica un gruppo di pittori italiani attivi in Toscana che abbandonano i soggetti storici e mitologici del classicismo e del romanticismo per realizzare dipinti con scene di vita quotidiana. I principali esponenti sono Telemaco SignoriniGiovanni Fattori e Silvestro Lega, indicati in modo sprezzante “macchiaioli” per il loro modo di dipingere a macchie e con brevi pennellate, senza nessun disegno preparatorio. I contorni nei dipinti sono sfumati nel tentativo di riprodurre la realtà così come appare a un rapido colpo d’occhio.
Per loro l’impegno politico e civile era quasi d’obbligo, molti partecipano alle guerre d’indipendenza italiana oppure rappresentano gli episodi più importanti nelle loro opere.
Macchiaioli sono considerati l’espressione pittorica di quei movimenti culturali del XIX secolo che si sforzano di rappresentare il mondo in chiave realista: il naturalismo e il verismo. Incompresi dalla cultura ufficiale del loro tempo, vengono rivalutati nel ‘900.




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