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DESCRIZIONE

Il territorio della provincia pisana è climaticamente e geologicamente fra i più eterogenei e dunque vocati alla sperimentazione d’una viticoltura diversificata e innovativa. Dalle aspre balze volterrane alla Val di Cecina fino al mare è tutto un annodato e dolce declivio collinare raccordato dai vigneti che paiono connettere i boschi ai borghi, i paesi ai campi di seminativo, gli oliveti ai muretti a secco e alle stradelle sterrate d’una campagna a tratti ancora molto autentica. Vigneti che, qui, come in ogni parte della Toscana, testimoniano una civiltà antichissima che diventa identità per ciascun abitante.

Consorzio DOC Terre di Pisa

Negli oltre 4.000 ettari vitati, che si distribuiscono in zone più o meno estese, che arrivano a toccare i confini con le province di Firenze, di Lucca e di Livorno, il vitigno imprescindibile che, ora imbottigliato in purezza, ora accompagnato da piccole percentuali di altri vitigni autoctoni o alloctoni è, naturalmente, il Sangiovese che sta alla base del Chianti Docg, nelle tipologia “Colline pisane”, “superiore” e “riserva”.  Vino dal bel colore rubino vivace, assai vinoso al naso e molto armonico e sapido in bocca, che con l’invecchiamento in bottiglia, smorza una punta di acidità, a favore di una maggiore morbidezza.

Di recente costituzione, ma già affermatasi con una personalità specifica e già ben individuata dai mercati internazionali, è il Consorzio di tutela dei vini delle “Terre di Pisa”, un organo non burocratico ma fattivo, che s’impegnerà, per l’interesse di ciascun produttore del comprensorio pisano, cercando di dare ordine, regole e coerenza promozionale e commerciale a un territorio, quello pisano appunto, che ha un potenziale ancora in gran parte da valorizzare e da presentare al mondo. Insomma si sentiva l’urgenza di un centro di riferimento, coeso e con idee ben chiare sulle iniziative da prendere per stare al passo con i linguaggi commerciali del presente.

E a costituirlo sono state 7 aziende del territorio fra le più solide e strategicamente proiettate: Badia di Morrona (Terricciola), Tenuta di Ghizzano (Peccioli), Azienda Agricola Castelvecchio (Terricciola), Usiglian del Vescovo (Palaia), Podere La Chiesa (Terricciola), Fattoria Fibbiano (Terricciola) e Fattoria La Spinetta (Terricciola). Aziende che insieme rappresentano oltre il 40% dei viticoltori e oltre il 66% della produzione vitivinicola del territorio. Tutte aziende di quella parte di territorio che s’avvicina al mare e che ha un terroir molto ben disposto all’allevamento di vitigni alloctoni come il Sirah, il Cabernet e il Merlot. Per questo, il disciplinare prevede due diverse tipologie: “Terre di Pisa Rosso”, a base di Sangiovese, Syrah, Cabernet Sauvignon e Merlot da soli o congiuntamente dal 20% al 70%, più altre uve autorizzate in Toscana fino al 30%; e “Terre di Pisa Sangiovese”, da Sangiovese minimo al 95%, più altri vitigni autorizzati in Toscana fino al 5%. Vini entrambi fortemente caratterizzati nella loro diversa natura. Solitaria ma altrettanto interessante l’esperienza della DOC Montescudaio, a base di Cabernet Franc, Sauvignon, Merlot e Sangiovese, che ormai dal 1999 conduce un’esperienza di tipo ‘protezionistico’ con risultati ragguardevoli sul piano della qualità e della considerazione del mercato.