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DESCRIZIONE

La prima attestazione della Cattedrale risale al 748, anche se scavi archeologici hanno individuato i resti di un grande edificio religioso precedente.  La Cattedrale doveva gareggiare in bellezza e maestosità a San Pietro, alla Moschea di Cordoba, alla Chiesa di Santa Sofia a Costantinopoli.

La Cattedrale in stile romanico pisano venne solennemente inaugurata nel 1064 da papa Gelasio II, dopo la vittoria dei Pisani a Palermo. Il cantiere fu diretto da due architetti: all’inizio Buscheto quindi Rainaldo. La facciata presenta nel lato inferiore sei arcate cieche a tutto sesto su colonne con capitelli, tarsie policrome con losanghe. Il paramento esterno, con marmi di provenienze diverse, si caratterizza per l’alto numero di reimpieghi di elementi architettonici e iscrizioni di epoca romana.

Si sviluppa su quattro ordini di loggette sostenute da colonne. Le porte in bronzo della facciata sono opera di artisti toscani del XVII secolo, mentre la Porta di San Ranieri, sul retro di fronte alla Torre, è opera di Bonanno Pisano (1180) ed è l’unica scampata all’incendio del 1595. Sontuoso l’apparato decorativo della Cattedrale, a pianta a croce latina, con cinque navate e 60 colonne di granito proveniente dall’Isola d’Elba. La navata centrale è coperta da uno splendido soffitto ligneo a cassettoni che dopo il disastroso incendio del 1595 sostituì le originarie capriate a vista.



Molti i capolavori al suo interno: il primo è il meraviglioso pulpito di Giovanni Pisano, realizzato in 8 anni di lavoro (1302-1310), costituito da 8 colonne una diversa dall’altra con scene del Vecchio e Nuovo Testamento. Il pulpito era stato smontato per terminare il rifacimento della copertura della chiesa dopo l’incendio e venne  rimontato in posizione diversa rispetto a quella originaria nel 1926 ricomponendo i pezzi sparsi in Cattedrale.

Un altro è il  monumento sepolcrale dell’Imperatore Arrigo VII (1315), l’ultimo imperatore tedesco sceso in Italia nel 1310 su invito di Papa Clemente V per porre fine alle contese fra Guelfi e Ghibellini e ristabilire l’autorità imperiale sui Comuni ribelli. Morì tuttavia avvelenato nel 1313 vicino Siena. Le sue spoglie vennero solennemente seppellite a Pisa, nella Cattedrale che quindi è anche basilica.

Una curiosità è invece la cosiddetta Lampada di Galileo, che avrebbe ispirato a Galileo Galilei le leggi sull’isocronismo del pendolo. In realtà è una leggenda, come lo sono altre legate (quella dei pesi dalla Torre) alla figura del grande scienziato pisano. Nella Cattedrale è infine sepolto il santo patrono di Pisa, San Ranieri, al quale la città dedica ogni anno la sera del 16 giugno la stupenda Luminara e il 17 giugno la Regata storica sull’Arno.


 

 



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