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Descrizione

La nascita di un bambino porta gioia in qualsiasi latitudine e civiltà, ma se quel Bambino è l’incarnazione di un mistero spirituale che è restato tale per oltre due mila anni, allora quella venuta al mondo diventa speciale, unica, metafisica e quel termine si appropria di contenuti liturgici e rituali, tanto da rivendicare un sinonimo riferito soltanto a quella divina nascita, da intendersi come unica, sacra, irripetibile: la Natività di Gesù (o per antonomasia anche solo Natività). Una Natività raccontata nei Vangeli di Matteo e Luca come un momento di estetica e spirituale aura, consumatasi in una grotta o in una capanna nei pressi di una mangiatoia. In quel momento era venuto al mondo un Divino Bambino, infreddolito dalle rigidi notte del deserto, accudito dalla giovane Madre, dal padre putativo e da tre re Magi, arrivati a rendergli omaggio dopo aver fatto un lungo e periglioso viaggio. Attorno una pletora di pastori in ossequiosa ed emozionata partecipazione. Una Natività attesa, di cui solo i saggi e gli studiosi dei misteri dell’Universo sapevano il fondamentale significato che avrebbe avuto per ogni uomo. Un’immagine che colpisce e intenerisce la fantasia, dunque e ch’è rimasta nel nostro inconscio collettivo per secoli e secoli finché, nell’Alto Medioevo, nei giorni precedenti al Natale, durante la simbolica Natività di Gesù si pensò di rappresentarla, questa Natività, prima nelle chiese e poi nelle case di ciascuno, come segno di dolcezza e protezione spirituale. Da quel momento il Presepe, dal latino medievale presepium, cioè un luogo dotato di un recinto che percorre i limiti di una stalla, è diventato una tradizione di intimità ma anche uno fra i temi preferiti di tutta la pittura europea, a cominciare proprio da Giotto. Il Presepe dunque è una nostra identità profonda e poco importa se chi lo mette su nella propria dimora è un credente o un agnostico. Quella rappresentazione va ben oltre ormai il suo più stretto significato spirituale e religioso. È un segno d’appartenenza alla nostra civiltà.

 

Cosa vedere

E dunque anche nelle Terre di Pisa, come in molte altre parti d’Italia e d’Europa quello della rappresentazione del Presepe è diventato un momento di gioia e d’impegno sentito e profondo. A cominciare da quello allestito a Castelfranco di Sotto, autentica celebrazione di questa Divina Nascita, dove ben 33 presepi si accendono in contemporanea nel tessuto urbano dando vita a una festa gioiosa e rituale. Per proseguire Guardistallo, paese dei dei mille presepi, allestiti nel borgo dagli abitanti e dagli alunni, realizzati con materiali classici come terracotta, cartone, plastica o insoliti come bigodini, pane e sassi. E per continuare con Marti dove sono oltre 100 i presepi realizzati dagli abitanti che trasformano le stradine dell’antico borgo in una grande mostra a cielo aperto. E ancora Pomarance, San Miniato, Riparbella.
Ma di altrettanta e più teatrale effetto sono i Presepi Viventi, realizzati con figuranti in carne ed ossa, come quello, assai suggestivi di Cascina Terme, di Lari, di Montione, di Castelfranco di Sotto, San Miniato Basso, San Giovanni alla Vena dov’è il bellissimo Presepe detto dell’Angelo, realizzato dall’artista locale Angelo Perini.

 

E terminiamo questa ricca e appassionante mappatura con i presepi allestiti nei luoghi storicamente deputati al loro profondo simbolismo spirituale: le chiese. Si comincia con il celebre Santuario di San Romano dove dal 1922 ogni anno si allestisce un grandioso presepe che, dal 1995, è costituito all’esterno della chiesa, prima nel giardino e poi nel chiostro, diventando sempre più grande e minuzioso nei suoi particolari, fino a diventare una vera tradizione, conosciuto non solo nei paesi vicini, ma in tutta la Toscana. Considerevole, a Pontedera, il Presepe artistico di San Giuseppe, sito nell’omonimo Oratorio. Degno d’attenzione quello a Cigoli, presepe di tipo palestinese tra i più tecnologici d’Italia. Nel corso degli anni si è ingrandito fino a raggiungere un’area di 100 mq, occupando lo spazio disponibile nei suggestivi locali del Santuario della Madre dei Bimbi. Per concludere la grandiosa Basilica di San Pietro a Grado allestisce ogni anno un presepe con oltre 200 personaggi e alla Certosa di Calci, nel Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa, il Presepe animato, con un numero infinito di personaggi interamente eseguiti a mano che rimandano un clima di gioia devota e partecipe. Sempre a Calci nella chiesa di Nicosia si rinnova la tradizione con il Presepe che cresce.