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DESCRIZIONE

La provincia pisana pullula, come e più di altre province toscane, di rievocazioni, manifestazioni e corse che intendono far rivivere l’atmosfera che si doveva respirare molti secoli fa. La cultura popolare è tuttora così importante nelle città e nelle campagne toscane perché lo fu anche nel Medioevo: la nascita e lo sviluppo di tanti centri, dediti all’agricoltura e al commercio e dotati di una certa autonomia, diede origine a una serie di giochi, di spettacoli e di ‘feste di popolo’ che non ha eguali nel resto d’Italia.
Gli odierni palii non sono che una delle persistenti e più sentite manifestazioni di un campanilismo ch’è il retaggio di un’accesa rivalità, che in età Comunale, si accese fra gli ambiziosi centri abitati che, in quel tempo, stavano acquisendo un nuovo senso d’identità e di autonomia, dopo l’età feudale.

La tradizione del palio

Il Palio nella provincia pisana

Il termine “palio” deriva dal latino pallium, che indicava una coperta e passò poi a designare il drappo dato in premio al vincitore di una gara equestre. Da lì, attraverso un ulteriore salto, passò ad indicare la gara stessa. Se i palii più conosciuti sono quelli che vedono sfrecciare cavalli montati da scaltri fantini, esistono anche regate o palii più particolari, come il Palio dei barchini con le ruote di Castelfranco di Sotto.
Nella provincia pisana altre animate competizioni tra contrade scandiscono la vita del capoluogo e di piccoli borghi come Buti, Bientina e Calcinaia. In particolare, il palio più atteso è la regata di San Ranieri, che si disputa il 17 giugno, quando tutta Pisa celebra il suo patrono. Quattro equipaggi, in rappresentanza dei quartieri di San Francesco, San Martino, Santa Maria, Sant’Antonio, vogano più velocemente che possono per afferrare il “paliotto” della vittoria, posto sulla cima di un pennone alto dieci metri, ovvero il traguardo della regata. Risale alla fine del XIII secolo, ma solo dal 1718 si disputa nel giorno di San Ranieri.

Non così antichi ma di tradizione altrettanto secolare sono il Palio delle Contrade di Buti e quello di Palio di San Valentino o delle contrade a Bientina, a cavallo, e la Regata Storica di Santa Ubaldesca, che vede confrontarsi tre diverse realtà socio-geografiche del paese di Calcinaia.
Per capire cosa significa vivere l’attesa di un Palio, prendervi parte, occorre probabilmente essere nati nei borghi toscani: un forestiero, alla vista del tifo quasi calcistico che fa da contorno a queste manifestazioni, forse faticherà a capire tanta animosità ma di certo rimarrà profondamente colpito e si lascerà coinvolgere nel clima di festa.