/

DESCRIZIONE

La Cynara scolymus, nome scientifico della pianta del carciofo, regala fiori di un viola molto intenso, non fosse che ciò che chiamiamo carciofo è il bocciolo: la raccolta è invernale o si spinge fino ad aprile, quando il fiore non è ancora sbocciato. La pianta è caratterizzata da lunghe foglie lanceolate e può vivere molto a lungo, fino a circa dieci anni, a differenza di altre coltivazioni comuni degli orti, come pomodori, zucchine o melanzane, che devono essere rinnovate ogni anno: per il suo carattere perenne la coltivazione del carciofo viene onorata di un nome, quello di carciofaia, così come si parla di limonaia per i limoni.
Tra le carciofaie più pregiate della Toscana è possibile annoverare quelle sanminiatesi: sono, infatti, i terreni di origine pliocenica di queste zone a conferire ai carciofi quelle peculiari doti organolettiche e quella morbidezza che li rendono particolarmente apprezzati nei mercati della provincia pisana e in quello di Empoli. Rispetto ad altre varietà, il carciofo sanminiatese ha un gusto più dolce e persistente; come tutti i carciofi, contiene la cinarina, un polifenolo che depura il fegato e aiuta a prevenire il colesterolo alto.
A San Miniato il carciofo è di casa fin dall’Ottocento; la “mamma” del carciofo è sempre stata il fiore all’occhiello dell’agricoltura sanminiatese, anche se dagli anni Sessanta la produzione era stata in parte abbandonata e i contadini erano via via diventati operai delle nascenti industrie conciarie: sennonché nel 2002 volenterosi giovani hanno deciso di far rivivere questa coltivazione che i loro nonni conoscevano così bene. Le “mamme di San Miniato” sono talmente rinomate che in alcuni mercati i carciofi più grandi, di altra provenienza, venivano spacciati e venduti per tali, a un prezzo che gli agricoltori sanminiatesi non avrebbero potuto sostenere.
Per questo, nel 2005, hanno deciso di registrare il marchio del carciofo sanminiatese e, a oggi, sono sei le aziende che valorizzano questa gloria locale, celebrata ogni anno con la “Sagra del Baccello e del Carciofo Sanminiatese fritto”. A fine aprile, nel momento di maggior produzione, migliaia di carciofi invadono le vie dell’antico borgo e vengono fritti per esaltarne la croccantezza; tutta San Miniato si riunisce per gustare uno dei suoi prodotti più caratteristici.